Sabato, 27 Febbraio 2021
L'opinione di Alessandro D'Amato

L'opinione di Alessandro D'Amato

A cura di Alessandro D'Amato

Alexandria Ocasio-Cortez: il cavallo di Troia del socialismo in America?

"Servire il distretto di New York 14 e lottare per le famiglie di lavoratori al Congresso è stato il più grande onore, privilegio e responsabilità della mia vita. Grazie al Bronx e al Queens per avermi rieletto nonostante i milioni di dollari spesi per batterci, e per avermi dato fiducia per rappresentarvi di nuovo": con queste parole Alexandria Ocasio-Cortez ha annunciato di essere stata rieletta alla Camera con il 69 per cento dei consensi  mentre il suo sfidante repubblicano, John Cummings, si è fermato ad appena il 30 per cento nonostante i nove milioni di dollari spesi nel tentativo di fermarla. 

Non è senza significato che AOC parli di "working class families" nel suo tweet, visto che la locuzione, con alcune varianti ("working families"), è la stessa che ha usato in altre occasioni come per esempio il video usato per lanciare la sua prima campagna, quella per le primarie a New York, in cui si descriveva così: "Le donne come me di solito non si candidano in politica. Non sono nata in una famiglia ricca o potente. Mio padre era del Bronx, mia madre portoricana. Sono nata in un posto dove il codice di avviamento postale decide il tuo destino. Il mio nome è Alexandria Ocasio- Cortez".

Alexandria ci ha sempre tenuto a far sapere che lei è un'esponente della classe lavoratrice di New York. Ma lei le chiama “Working families”, secondo una scelta lessicale lontana dalla tradizione di sinistra, ma che può costituire un buon compromesso per la società americana che odia tutto ciò che puzza di “rosso”. Anche perché l'alternativa è quella di accettare una parola che è quasi una parolaccia dalle sue parti: "socialista". 

alexandria ocasio-cortez 1-2

Non è senza significato che prima di lei ad usarla con orgoglio sia stato l'«estremista» Bernard Sanders, che ha perso le primarie democratiche contro Hillary Clinton poi sconfitta dall'altro estremista Trump lasciando a tutti il dubbio di come sarebbe finita se le Sliding Doors della politica americana avessero consentito di vedere The Donald contro Bernie.

Non è senza significato che oggi lei venga trattata più o meno come una pericolosa estremista da quegli espertoni di politica americana che quattro anni fa andavano a letto annunciando la grande vittoria di Hillary. Così come non è senza significato che lei oggi, mentre la sfida tra Biden e Trump è ancora in bilico scriva un tweet quasi profetico. 

Certo, c'è chi è realmente preoccupato che AOC sia il cavallo di Troia del socialismo in America. Sono probabilmente i figli di quelli che all'epoca davano il via alla caccia alle streghe con McCarthy. Ma si tratta di paure ridicole. Più che altro proprio loro, che vinca Trump o Biden, dovrebbero preoccuparsi del fatto che certe parole non siano più considerate parolacce. Ed è facile capirne il perché: “O illusi, credete proprio che la fine del comunismo storico (e insisto sullo «storico») abbia posto fine al bisogno e alla sete di giustizia?”, diceva qualcuno. Non Bernie Sanders, ma Norberto Bobbio.

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