Elezioni regionali 2020: tutti gli ultimi sondaggi e le ultime notizie

Nell'autunno 2020 sono attese le elezioni regionali in Veneto, Liguria, Toscana e Marche, Campania e Puglia

Erano attese per la primavera del 2020 ma dopo l'emergenza coronavirus le elezioni regionali sono slittate in autunno: il 20 e 21 settembre i cittadini del Veneto, Liguria, ToscanaMarche, Campania Puglia saranno chiamati al voto per eleggere il nuovo governatore e rinnovare i consigli regionali.

Elezioni, dove e quando si vota nel 2020

Elezioni, le ultime notizie sulle regionali

Il primo e importantissimo appuntamento elettorale del 2020 ha visto il Pd trionfare alle elezioni regionali in Emilia Romagna. La stessa domenica 26 gennaio 2020 il centrodestra ha vinto alle elezioni regionali in Calabria. Ora l'epidemia di coronavirus potrebbe rimescolare le carte. Ancora non è stato ufficializzata la data ma il governo è orientato per un election day che potrebbe svolgersi il 20 e 21 settembre: italiani quindi tutti al voto per le elezioni regionali, per il referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari e per il primo turno delle amministrative, con il 4 e 5 ottobre dedicato al ballottaggio delle amministrative. Si voterà inoltre per il seggio del collegio uninominale n. 03 della regione Sardegna per il Senato vacante dal 18 marzo scorso.

Quanto ai candidati ancora nulla di fatto al tavolo del centrodestra per le Regionali. La Lega chiede di rimettere in discussione l'accordo siglato ad ottobre e FdI e Fi che invece non hanno alcuna intenzione di rinunciare ai loro candidati in Puglia (Raffaele Fitto di FdI) e Campania (Stefano Caldoro di Fi).

Elezioni regionali in Toscana

Sotto particolare attenzione le elezioni in Toscana, Regione che potrebbe aggiungersi a quelle storicamente rosse "perse" dal centrosinistra. Secondo un sondaggio di Emg Acqua, commissionato da Italia Viva su 2.000 cittadini maggiorenni toscani, sentiti tra il 24 e il 29 luglio scorsi, il centrosinistra in Toscana (con Eugenio Giani candidato presidente) alle prossime elezioni regionali sarebbe in vantaggio di 4 punti rispetto al centrodestra (con Susanna Ceccardi candidata presidente), con un 45,5% totale della coalizione contro il 41,5% degli avversari.

Il Movimento 5 Stelle sarebbe all'8%, con altre forze al di fuori delle coalizioni al 5%. Secondo il sondaggio, come riferisce "La Repubblica", il Pd è nettamente avanti sulla Lega, con il 31,5% contro il 25%, che comunque sarebbe ben al di sopra del 16,2% ottenuto alle ultime elezioni regionali nel 2015. Fratelli d'Italia raggiungerebbe l'11% (contro il precedente 3,85% alle regionali), mentre Forza Italia al 4%. Nel centrosinistra subito dopo il Pd, ci sarebbe Italia Viva, che corre insieme a Più Europa: i due partiti insieme arriverebbero all'8%.

Secondo il sondaggio il Pd scenderebbe dal 46,3% al 31,5. Dimezzati i consensi anche per il Movimento 5 Stelle, visto che nel 2015 aveva ottenuto il 15%, così come Forza Italia, che passerebbe dall'8,5% al 4%. Risultato negativo sarebbe anche per la sinistra di Tommaso Fattori, che nel 2015 aveva preso il 6,3%.

Elezioni regionali nelle Marche

Risultato meno incerto per le elezioni nelle Marche dove il centrodestra potrebbe portare a casa la regione con la maggioranza assoluta dei voti. Nell'ultima rilevazione Emg Acqua la scelta dei marchigiani penalizzerebbe il centrosinistra (30%) e M5s (18%), accreditando il centrodestra di oltre il 50% dei consensi. Anche qui la Lega si troverebbe in dote un importante 37% dei voti, davanti a Pd (19%) e M5s (17%). Fratelli d'Italia che esprimerà il candidato unitario del centrodestra con il deputato Francesco Acquaroli si attesterebbe al 8,7%. 

Elezioni regionali in Campania

Incertezza totale per le elezioni in Campania dove secondo un sondaggio di Arcadia per il Corriere del Mezzogiorno il governatore uscente Vincenco De Luca alla guida della coalizione di centrosinistra sarebbe in difficoltà e la sua rielezione sarebbe accreditata solo dal 39,5% dei campani. Il vantaggio nei confronti del candidato del centrodestra Stefano Caldoro sarebbe nell'ordine dei 3 punti percentuali. Miglior risultato rispetto alle altre regioni per il Movimento 5 stelle: nella regione che conta più beneficiari del reddito di cittadinanza i consensi pentastellati si mantengono oltre quota 20%.

Elezioni regionali in Puglia

Attesa per i primi sondaggi per le elezioni in Puglia dove nella corsa per la poltrona di Michele Emiliano il centrodestra schiera il copresidente del gruppo dei conservatori europei Raffaele Fitto. Una candidatura che potrebbe riequilibrare i risultati delle ultime elezioni quando nel 2015 Emiliano vinse col 47,1%. Atteso un nuovo ridimensionamento del M5s già calato dal 45% ottenuto alle politiche 2018 al 26% delle europee 2019. 

Elezioni regionali in Veneto

Esito quasi scontato per le elezioni in Veneto dove è in corsa l’attuale governatore Luca Zaia, espressione del centrodestra. Per Zaia che i sondaggi incoronano come il governatore più popolare d'Italia, il terzo mandato sembra essere quasi scontanto.

Zaia è sulla poltrona di Palazzo Balbi dal 7 aprile 2010. Di vittoria in vittoria (alle europee dell`anno scorso ha portato la Lega in Veneto a sfiorare il 50%), Zaia, grazie ad una gestione convincente dell`emergenza coronavirus, ha visto i sondaggi personali salire alle stelle, tali da proiettarlo verso una assai probabile rielezione a pieni voti. Ma anche sul proscenio nazionale le sue quotazioni superano non di poco il gradimento per il segretario della Lega Matteo Salvini. Tra i governatori regionali è saldamente al primo posto, ancor prima dell`emergenza sanitaria. L`autonomia del Veneto è, a detta di Zaia, la "madre di tutte le battaglie", tema sul quale si giocherà nel caso di vittoria l`intera sua azione politica, che ha attraversato con successo anche la rinascita post-Vaia e la candidatura alle Olimpiadi del 2026. La Lega si sente così forte che è tentata di correre da sola. Forza Italia e Fratelli d'Italia non hanno ancora preso formalmente posizione, pronti probabilmente a ricostituire la storica alleanza di centrodestra unito, che in Veneto ha inanellato vittorie dal 1995 ad oggi.

A fronte di un candidato dalle prospettive granitiche quali quelle di Zaia, l'opposizione, ossia in primis il Partito Democratico, ha deciso di giocarsi la partita accettando la candidatura del vice sindaco di Padova, Arturo Lorenzoni, espressione inizialmente di un fronte di liste civiche. Il docente alla facoltà d`Ingegneria dell`Università di Padova, forte di scelte progressiste e di razionalizzazione urbana in chiave ambientalista al governo della città del Santo, dovrà costruire una coalizione. Le forze politiche che lo sostengono sono oltre al Pd, "Il Veneto che vogliamo", Più Europa, Verdi, Centro Democratico, Veneto Civico, Italia Viva e Azione. Pare non ci sia la possibilità di aggregare anche il Movimento 5 Stelle.
Dal quale non trapelano notizie. Nemmeno sulla scelta della candidatura, probabilmente ancora tutta da costruire.

A impensierire il candidato Zaia non è però la coalizione di centrosinistra, quanto il variegato fronte indipendentista, un arcipelago di più anime. Ha deciso di scendere in campo Gianluca Busato, presidente di Plebiscito.eu che porta avanti da tempo la propria battaglia para-secessionista per il Veneto. Sarà, invece, Antonio Guadagnini il candidato presidente della giunta regionale del Veneto alle prossime elezioni per il Partito dei Veneti. Lo ha ufficializzato lo stesso Guadagnini, che ha accettato il reiterato invito da parte degli aderenti al patto, siglato a Padova nel mese di ottobre scorso, durante una convention a cui hanno partecipato oltre mille esponenti della frazione avanzata dell`autonomismo ed indipendentismo veneto. Potrebbero affacciarsi anche gli `Arancioni` e pure una nuovissima realtà di "Unità per la resistenza del Veneto" con in testa il sindaco di Santa Lucia di Piave, Riccardo Szumski. Tutti movimenti che pretendono l`indipendenza del Veneto e rimproverano a Zaia di volere `solo` l'autonomia.

Elezioni regionali in Liguria

Per le elezioni in Liguria la ricandidatura dell’attuale governatore Giovanni Toti è vista dall'istituto SWG con dieci punti percentuali in vantaggio rispetto ad un possibile candidato di centrosinistra o M5s: dopo la vittoria nel 2015 ai danni della candidata del centrosinistra Raffaella Paita, la crescita del centrodestra in Regione è stata evidente, grazie soprattutto al balzo della Lega. Ora Toti incassa anche il successo per i tempi record in cui è stato ricostruito il Ponte Morandi attraverso il cosiddetto Modello Genova, ed ha incassato anche il sostegno di Forza Italia dopo l'addio non certo indolore al partito e la fondazione del suo movimento politico Cambiamo.

Il giornalista Ferruccio Sansa è il candidato di Partito Democratico, Sinistra e Movimento 5 stelle. Sansa non lesinò critiche al centrosinistra quando governava la Liguria ed in passato si era detto contrario a opere infrastrutturali strategiche per i dem come la Gronda e il Terzo Valico

La candidatura proposta dal M5s ha goduto dall'appoggio dei partiti della sinistra riuniti nel cosiddetto "Campo Progressista"dopo le ultime rilevazione demoscopiche: il sondaggio dell'Istituto Noto del 25 giugno scorso il governatore uscente Giovanni Toti sostenuto dalla coalizione di centrodestra sarebbe accreditato del 49%, mentre Sansa è indicato al 42%. Il sondaggio indagava anche la possibilità che M5s e Pd non trovassero un accordo: in tal caso entrambi i partiti con - rispettivamente - il 20 e il 25 per cento avrebbero favorito una facile vittoria della coalizione di centrodestra.

Elezioni 2020, amministrative in mille Comuni

Nel 2020 si voterà anche per eleggere i sindaci di Aosta, Arezzo, Reggio Calabria, Trento, Venezia e di altri 1074 Comuni.

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Ultimo appunamento, ma non meno importante il referendum per il taglio dei parlamentari.

Elezioni regionali c'erano una volta le regioni rosse

Dopo tre elezioni nazionali e 13 regionali il rapporto di forze tra i partiti politici si è ribaltato. Se nel 2014 ben 16 Regioni erano di centrosinistra e solo tre di centrodestra, oggi 12 sono governate dal centrodestra e sette dal centrosinistra. Vale la pena ricordare le principali tappe del "ribaltone" una per una partendo dalle elezioni regionali che si sono tenute nel 2015:

  • Zaia conferma la Lega in Veneto;
  • Toti porta la Liguria al centrodestra;
  • Rossi conferma il centrosinistra nella "rossa" Toscana;
  • Ceriscioli conferma le Marche come baluardo di centrosinistra;
  • Marini si afferma in Umbria, salvo poi cadere la scorsa estate con lo scandalo della sanitopoli;
  • De Luca si afferma in Campania con un forte risultato personale;
  • Emiliano si afferma in Puglia sull'onda dei progetti No Tap e No Ilva che poi verrano a decadere.

Nel 2018 cambia si avverte un cambiamento del clima politico.

  • fatta salvo la vittoria di misura di Zingaretti nel Lazio;
  • Fontana conferma il predominio leghista in Lombardia;
  • il centrodestra diventa maggioranza relativa raccogliendo il 37% alle Politiche.

Nel 2019 il filotto del centrodestra:

  • Marsilio porta il centrodestra alla vittoria in Abruzzo;
  • Bardi porta il centrodestra alla vittoria in Basilicata;
  • Cirio porta il centrodestra alla vittoria in Piemonte.
  • Alle Europee il centrodestra sale al 48%;
  • Alle elezioni anticipate in Umbria Tesei vince sfiorando il 60%.

Nel 2020 prima che l'emergenza coronavirus sconvolgesse il mondo intero:

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  • Bonaccini ha portato il Pd a trionfare alle elezioni regionali in Emilia Romagna;
  • Santelli ha portato il centrodestra vincitore alle elezioni regionali in Calabria.

Elezioni 2020 suppletive per Camera e Senato

Nel 2020 sono stati chiamati al voto gli abitanti di Napoli, Roma e Terni per le elezioni suppletive di Camera e Senato. 

  • Domenica 23 febbraio 2020 Sandro Ruotolo è stato eletto senatore alle elezioni Suppletive a Napoli. Per il giornalista anti mafia in corsa con l'appoggio di tutto l'arco del centrosinistra il sostegno del 48,45% degli elettori in un contesto di affluenza bassissima: si sono recati alle urne solo l'8.92% degli aventi diritto. 
  • Domenica 1 marzo 2020 Roberto Gualtieri è stato eletto deputato alle elezioni Suppletive a Roma. Il ministro dell'economia ha ottenuto il 62,2% delle preferenze, vincendo la sfida con gli altri sei candidati. Al secondo posto il candidato del centrodestra Maurizio Leo (Fdi) che si è fermato al 26%.

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