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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Le critiche / Italia

Schlein contro Meloni: "Il suo decreto condanna alla precarietà". Conte: "Una sceneggiata"

Le maggiori forze di opposizione criticano la mossa del governo. La segretaria del Pd: "Una insopportabile provocazione". Il leader del M5s: "Costerà caro ai lavoratori già poveri"

Il decreto che il governo Meloni presenterà oggi "è una provocazione insopportabile", che "ruba il futuro alle prossime generazioni ed è una sentenza di condanna alla precarietà". È il duro giudizio della segretaria del Partito democratico, Elly Schlein. Critico anche il leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, che ha definito la manovra "una sceneggiata che costerà caro ai lavoratori già poveri e sottopagati". "Il taglio del cuneo è nettamente insufficiente, se pensiamo che nel primo trimestre di quest'anno l'inflazione ha superato di ben 7 punti l'aumento delle retribuzioni. Si parla di estendere i voucher e liberalizzare i contratti a termine, è l'esatto contrario di ciò che serve", ha detto Schlein, intervistata da 'La Stampa'.

"Si dà anche la possibilità di derogare alla contrattazione con accordi tra le parti: ma non ci sono parti alla pari tra chi può offrire lavoro e chi ne ha bisogno. Con questo decreto i lavoratori saranno più ricattabili. E aggiungo che la convocazione dei sindacati la sera prima, mettendoli davanti a decisioni già prese, è un affronto ai lavoratori e alle lavoratrici", ha aggiunto. Nell'annunciare il decreto, il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha detto di voler onorare il Primo maggio, i lavoratori con le risposte che attendono. "Ma non ci sono risposte. Servirebbe una vera riduzione delle tasse sul lavoro che non può che avvenire attraverso un tabù della destra: il riequilibrio della distribuzione del prelievo fiscale complessivo e una vera lotta all'evasione. Il governo, aumentando la soglia del contante, strizzando l'occhio a chi evade con i condoni, sta facendo il contrario", ha replicato la segretaria del Pd.

Per Conte il decreto Lavoro dovrebbe piuttosto chiamarsi "decreto precariato", ha osservato intervistato da Repubblica,perché gli esponenti del governo "precarizzano sempre più i lavoratori, togliendo loro anche la speranza del futuro e con la scusa di aggredire gli 'occupabili', ridotti tutti a scansafatiche, occultano che molti di loro integrano con il Rdc stipendi da fame e contratti indegni". "Trovarsi in difficoltà non è una colpa", ha aggiunto, sostenendo che gli esponenti della maggioranza "si mostrano sordi persino davanti alle parole del presidente Mattarella". "Si tagliano i sostegni mentre l'inflazione morde e in autunno si prospetta un nuovo aumento delle bollette. Sono decisioni scellerate che preparano un disastro sociale. Aggiungo che tutte le prese in giro stanno già venendo al pettine, come i corsi di formazione promessi dal governo ma mai partiti", ha concluso Conte.

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