Mercoledì, 25 Novembre 2020

Omicidio di Roberta Ragusa, Logli ricorre alla Corte dei diritti dell'uomo: "Per i figli è innocente"

Il cadavere della povera Roberta Ragusa non è mai stato trovato. Antonio Logli l'ha uccisa secondo la Cassazione; la sua famiglia, "d’accordo con il nuovo legale, l’avvocato Enrico Di Martino", ha anche nominato la criminologa Anna Vagli: l'intervista alla Nazione

Antonio Logli, ora in carcere a Massa, si rivolge alla Corte europea dei diritti dell’uomo. A circa un anno di distanza dalla pronuncia della Cassazione la sua famiglia, "d’accordo con il nuovo legale, l’avvocato Enrico Di Martino", ha anche nominato la criminologa Anna Vagli. Obiettivo, riaprire il caso. La Nazione ha intervistato proprio Vagli.

Quali saranno i punti su cui si baserà il ricorso? "Ripeto le parole dell’avvocato Di Martino ai microfoni di Mediaset: la discrasia e una differenza fra il peso che è stato dato alle testimonianze a sfavore di Logli e quello invece dato alle testimonianze a suo favore dice Vagli.

Insomma, ancora il test chiave Gozi e la sua ricostruzione della notte della sparizione dell’imprenditrice e delle ore successive.

"La testimonianza di Loris Gozi fa acqua da tutte le parti".

Il cadavere della povera Roberta Ragusa non è mai stato trovato. Antonio Logli l'ha uccisa secondo la Cassazione. La motivazione stabilita dai giudici si trova nelle quasi 50 pagine con cui la Corte articola la sentenza di condanna in via definitiva a 20 anni di carcere per omicidio volontario e distruzione di cadavere. La sentenza definitiva di condanna risale alla scorsa estate.  Nelle motivazioni si delinea la personalità di Roberta, molto legata ai figli, ma soprattutto il contesto di crisi familiare in cui la vicenda si è inserita. Ha pesato la relazione, nota a Roberta, di Antonio con S.C., questa amica e collaboratrice della vittima. Secondo i giudici Roberta pensava alla separazione dal marito, e proprio tale scelta avrebbe peggiorato la situazione patrimoniale di Logli.

Il rapporto coniugale, scrivono gli ermellini, "si era logorato per la relazione extraconiugale intrattenuta dal Logli, di cui la Ragusa era divenuta consapevole, sospettando anche l'identità dell'amante del marito". L'uomo voleva portare avanti la sua relazione parallela ma allo stesso tempo non voleva separarsi, "ne temeva le conseguenze economiche visto che la coppia aveva interessi patrimoniali ed economici strettamente connessi". Nessuna certezza adesso sulla tempistica delle risposte da Strasburgo. La squadra messa insieme dalla famiglia Logli cercherà nuovi spunti investigativi. I figli di Antonio Logli come stanno vivendo questo momento di attesa? Vagli ripsonde così:

"Sono uniti e sanno che il padre è innocente. Non si spostano di un centimetro e non solo per il rapporto di sangue che hanno con lui ma anche perché hanno letto le carte processuali. In particolare Daniele: lui ha sempre affermato che a 15 anni si è ritrovato a dover ragionare da solo e da ragazzo pensante e non ha trovato elementi che possano accusare il padre".

Fonte: La Nazione →
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