Lunedì, 1 Marzo 2021

Castelluccio, il post-terremoto riparte dal Deltaplano: "Non è un ecomostro"

PerugiaToday è tornata a Castelluccio, "la capitale di una Lilliput che rischia di scomparire tra burocrazia, ricorsi, ambientalisti integralisti, scarsi fondi, avvisi di garanzia, spopolamento, incapacità politica e resa per disperazione"

Il cuore di Castelluccio batte ancora, e batte forte. In uno dei paesaggi più suggestivi del mondo, un "piccolo Tibet", la Regione Umbria ha dato da tempo il via alla costruzione del “Deltaplano”, un “villaggio commerciale” a pochi metri dal Pian Grande.

Un’occasione di rilancio per i terremotati, ma molte associazioni ambientaliste protestano. A Castelluccio di Norcia prima del terremoto del 24 agosto del 2016 le norme paesaggistiche avrebbero impedito qualsiasi tipo di edificazione: ancora oggi raggiungere Castelluccio è quasi un'impresa: le strade sono aperte ad intermittenza, altre chiuse ancora e solo una è completamente libera e percorribile. Quella che dal versante marchigiano, salendo per la povera Arquata del Tronto porta nel cuore della montagna. 

PerugiaToday è tornata a Castelluccio, "la capitale di una Lilliput che rischia di scomparire tra burocrazia, ricorsi, ambientalisti integralisti, scarsi fondi, avvisi di garanzia, spopolamento, incapacità politica e resa per disperazione degli ultimi agricoltori, allevatori e commercianti. Non basta preservare questo luogo naturale come una riserva indiana. Castelluccio deve essere visitata, ascoltata, ammirata, coltivata e vissuta. Deve essere di tutti e non solo di pochi escursionisti o naturalisti incalliti". 

Castelluccio era arrivato a richiamare 25mila turisti per assistere allo spettacolo della fioritura delle lenticchie di fine giugno: era abitato da oltre cento persone, la scorsa estate ha visto salire solo qualche decina di residenti e poche centinaia di turisti.

Siamo tornati quassù per verificare come va la ricostruzione, quanto sia impattante il tanto discusso - ma fondamentale per l'economia delle famiglie - centro Deltaplano, la casa temporanea dei ristoranti, a che punto è lo smaltimento delle macerie del borgo devastato e la costruzione dei fondamentali caseifici che stanno alla base dell'allevamento di bestiame. Arrivando dal basso, dalla Piana, l'occhio si perde sui campi, sulla montagna, sull'area sterminata di verde ma è inevitabile anche vedere, metro dopo metro, l'avvicinarsi del cantiere del Deltaplano. 

Ora ci sono gru, camion e montagne di terriccio, scrivono Nicola Bossi e Carlo Sampogna

Tutte immagini che saranno cancellate una volta terminato il cantiere [...] I progettisti hanno sfruttato una vecchia cava scavata sulla collina del paese. Una vecchia ferita che l'uomo aveva inferto a questo panorama unico al mondo. 

L'impatto, visto dal basso, sembra minimo e va ricordato che sono strutture rimovibili. "Ma dall'alto quanto "ruberà" all'occhio questo "benedetto e maledetto" Deltaplano?" si chiede PerugiaToday.

Fonte: PerugiaToday →
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