Domenica, 7 Marzo 2021

Classe per due giorni in quarantena, ma il bambino positivo era in un’altra scuola

È successo in un istituto in provincia di Livorno. I genitori: “La Asl ci ha lasciato per 48 ore senza comunicazioni”

Foto di repertorio ansa

Un’intera classe di quarta elementare è finita in quarantena per due giorni perché risultava che un alunno era positivo al coronavirus, salvo poi scoprire che il bimbo contagiato non solo non era in quella classe ma addirittura frequenta un’altra scuola e in un comune diverso. 

È la vicenda avvenuta in provincia di Livorno, alle elementari Solvay di Rosignano Marittimo, che fanno capo all’istituto comprensivo Solvay-Aligheri, come racconta il quotidiano locale Il Tirreno. 

A segnalare la situazione sono state le famiglie dei bambini finiti in quarantena, che hanno denunciato di essere stati lasciati per 48 ore completamente allo sbando, senza informazioni e “senza sapere se effettivamente i nostri figli fossero stati a contatto con soggetti positivi”.

48 ore senza informazioni

I genitori hanno raccontato di aver saputo lunedì dalla dirigente scolastica e dalle maestre che la classe non sarebbe potuta entrare perché dall’Asl era arrivata comunicazione sulla presenza tra i piccoli alunni di un bambino positivo al coronavirus. Ma parlando gli uni con gli altri, ogni genitore ha fatto presente che “il proprio figlio non era stato sottoposto ad alcun tampone”. Intanto però il protocollo era partito e la dirigente ha avvisato le famiglie che sarebbero state presto contattati dalla Asl per i dettagli sulla quarantena ed eventuali informazioni sul tracciamento. Informazioni chiare che però, sostengono i genitori, non sono mai arrivate nonostante richieste avanzate anche più volte all’ufficio Prevenzione e Igiene di Cecina. 

“Martedì l’Asl ha chiamato la scuola chiedendo il nominativo del positivo”, hanno spiegato i genitori. “Chiaramente la scuola non aveva alcun nominativo di ragazzo positivo dato che questa comunicazione era arrivata il giorno prima dalla stessa Asl”. L’azienda sanitaria a quel punto ha capito che in quella classe non c’era nessun alunno positivo e la sera di martedì la dirigente ha comunicato a tutti che c’era stato un errore.

Una vicenda che ha creato più di una preoccupazione ma che alla fine si è risolta. “Eravamo intimoriti perché non sapevamo se effettivamente i bambini erano stati a contatto con un positivo, qualcuno ha dovuto prendere giorni di ferie per stare a casa con loro. E soprattutto, se non le avessimo cercate da soli, nessuno ci ha dato notizie per due giorni - è stato il commento dei genitori - È stata una situazione surreale. Evidentemente il sistema di tracciamento è sovraccarico e, proprio per questo, possono verificarsi tali problemi. Ci auguriamo che episodi del genere non accadano più”. 

Fonte: Il Tirreno →
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