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Martedì, 4 Ottobre 2022

“Eroi già dimenticati”: protestano gli infermieri incatenati e dentro i sacchi dell’immondizia

In piazza Castello a Torino gli infermieri piemontesi per ricordare i colleghi morti (40 in tutta Italia) per il coronavirus e denunciare le loro condizioni di lavoro

Stesi a terra, incatenati e avvolti dentro sacchi neri. Gli stessi sacchi neri che denunciano di aver dovuto utilizzare al posto dei dispositivi di protezione individuale che non sarebbero arrivati in quantità sufficiente per difendersi e combattere il Covid-19. 

Questa la protesta messa in atto dagli infermieri piemontesi questa mattina in piazza Castello a Torino, davanti al palazzo della Regione, per ricordare anche i 40 infermieri morti per coronavirus in tutta Italia. 

“A maggio è finito tutto, gli eroi sono stati dimenticati. Ora onoriamo le perdite che abbiamo avuto, con 40 bare. Sono le cicatrici che ci portiamo dietro e che nessuno ci risarcirà”, è il grido del sindacato delle professioni infermieristiche Nursid. 

"Per gli infermieri è saltato lo stato di diritto"

"Quelli che fino a ieri chiamavate eroi li avete già dimenticati- si legge nella lettera indirizzata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al capo del governo Giuseppe Conte e al presidente della Regione, Alberto Cirio, letta questa mattina in piazza - Per gli infermieri è saltato lo stato di diritto. Ci avete abolito ferie, congedi e la quarantena preventiva facendoci diventare untori dei nostri colleghi, dei pazienti e delle nostre famiglie. Non ci avete fatto i tamponi, abbiamo dovuto indossare pannolini sotto le tute perché ci era impossibile fare i nostri bisogni. A noi è toccato disinfettare i morti, fare i sacerdoti. Abbiamo abitato lontano dalle nostre famiglie”. 

"Le nostre condizioni di lavoro sono state critiche. Siamo qui oggi per testimoniare quello che è stato e le conseguenze. Nessun premio o bonus rimarginerà le ferite di quel che è stato. Questa categoria merita rispetto. Al momento non c'è nulla. Oggi non si parla più di premialità o bonus. Vuol dire non aver compreso nulla da questa esperienza", denuncia Francesco Coppolella del sindacato NurSind, che poi aggiunge: “Molti colleghi piangevano in questi mesi e molti colleghi hanno dovuto dormire fuori, lasciare i propri figli. È stata una situazione complicata. Speriamo di uscirne, ma non dimentichiamo quel che abbiamo fatto”. 

"Infermieri dimenticati": il video della protesta oggi in piazza a Torino

Fonte: TorinoToday →
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