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Mercoledì, 1 Dicembre 2021

Scuola Diaz, l'ex capo della polizia non chiede scusa: "Sono stato ingannato”

Durante l'ultima udienza al tribunale di Sorveglianza per i fatti alla scuola Diaz Franco Grattieri fa mettere a verbale dall'avvocato una dichiarazione in cui afferma di essere stato "ingannato"

Si è svolta ieri a Genova l'ultima udienza al tribunale di Sorveglianza che deciderà sull'affidamento ai servizi sociali per Franco Grattieri, capo della Direzione centrale anticrimine del ministero dell’Interno, condannato nell'ambito della 'macelleria messicana' svoltasi alla scuola Diaz il 21 luglio 2001 nei giorni del vertice g8. Gratteri è stato condannato in via definitiva il 5 luglio 2012 per falso aggravato, ed è decaduto dall’incarico per effetto dell’interdizione dai pubblici uffici.

Era stato inviato nella mischia dell’ordine pubblico il pomeriggio del 21 luglio per ordine dell’allora capo della polizia Gianni De Gennaro, con l’obiettivo di “fare arresti” per controbilanciare il disastro di due giorni di scontri e durante il blitz si trovava nel cortile della Diaz – dove dormiva un centinaio di manifestanti – insieme ad altri alti dirigenti. Nella scuola non mise piede, ma sottoscrisse i verbali di perquisizione e arresto che attestavano circostanze poi rivelatesi false, prima fra tutte l’attribuzione ai “no global” di due bottiglie molotov in realtà portate lì dalla polizia stessa. Falsi che avrebbero dovuto coprire quello che i giudici di cassazione definiranno un “massacro ingiustficabile”.

“Non mi inginocchio per ottenere i benefici. Sono dispiaciuto per quanto accaduto nella scuola Diaz, ma quella nei miei confronti la ritengo una sentenza ingiusta. Io quella notte sono stato ingannato" così afferma Gratteri, che nel 2001 era capo del Sevizio centrale operativo della polizia.

Fonte: Il Fatto Quotidiano →
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