Sabato, 5 Dicembre 2020

Giorgio Palù: "Chiudere tutto? No, basta con l'isteria"

Il professore emerito dell’Università di Padova dice che c'è tanto, troppo allarmismo: "Il 95% dei positivi è asintomatico"

Giorgio Palù, professore emerito dell’Università di Padova e past-president della Società italiana ed europea di Virologia, in un'intervista rilasciata oggi al Corriere della Sera getta acqua sul fuoco dell'emergenza coronavirus e sostiene che ci sia "tanto allarmismo" dietro gli appelli a chiudere tutto e a favorire un nuovo lockdown, soft o hard che sia: "È indubbio che siamo di fronte a una seconda ondata della pandemia, ma la circolazione del virus non si è mai arrestata, anche se, a luglio, i casi sembravano azzerati, complice la bella stagione, l’aria aperta, i raggi ultravioletti che uccidono il virus. Poi c’è stato il ritorno dalle vacanze, la riapertura di tante attività e, soprattutto, il rientro a scuola". 

Palù concentra l'attenzione sui casi positivi al tampone: "Fra questi, il 95 per cento non ha sintomi e quindi non si può definire malato, punto primo. Punto secondo: è certo che queste persone sono state “contagiate”, cioè sono venuti a contatto con il virus, ma non è detto che siano “contagiose”, cioè che possano trasmettere il virus ad altri. Potrebbero farlo se avessero una carica virale alta, ma al momento, con i test a disposizione, non è possibile stabilirlo in tempi utili per evitare i contagi". Secondo il professore "quello che veramente conta è sapere quante persone arrivano in terapia intensiva: è questo numero che dà la reale dimensione della gravità della situazione. In ogni caso questo virus ha una letalità relativamente bassa, può uccidere, ma non è la peste". 

E infine arrivano le parole definitive sul lockdonw: "Sono contrario come cittadino perché sarebbe un suicidio per la nostra economia; come scienziato perché penalizzerebbe l’educazione dei giovani, che sono il nostro futuro, e come medico perché vorrebbe dire che malati, affetti da altre patologie, specialmente tumori, non avrebbero accesso alle cure. Tutto questoafronte di una malattia, la Covid-19, che, tutto sommato ha una bassa letalità. Cioè non è così mortale. Dobbiamo porre un freno a questa isteria". 

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Fonte: Corriere della Sera →
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