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Martedì, 16 Aprile 2024
L'intervista a Today

Paolo Belli: "Sto con mia moglie da 43 anni, senza lei non starei in piedi. A casa? Sono un disastro"

L'intervista al cantante, conduttore, showman e volto tv che torna a teatro con il suo spettacolo "Pur di far Commedia" tra musica, gag, prosa e canzoni

Lo conosciamo tutti per la sua grinta, quel talento innato nell'intrattenere il pubblico e quella profonda sensibilità che lo rende non solo un grande showman ma anche una persona in grado di arrivare al cuore della gente. Spirito emiliano, 35 anni di carriera alle spalle e una capacità comunicativa che ha perfezionato negli anni fino a diventare uno dei volti più accoglienti, confortevoli e apprezzati della tv, della musica e del teatro. Parliamo di Paolo Belli, classe '62, artista a 360 gradi e professionista dello spettacolo dal 1989.  

Dopo l'ultima edizione di Ballando con le Stelle Paolo Belli è tornato a teatro con il suo spettacolo "Pur di far commedia", un vortice di musica, gag, aneddoti e prosa che travolge le sale dei più dei teatri italiani. Il 3 aprile sarà al Teatro Celebrazioni di Bologna, il 5 aprile al Teatro Olimpico di Roma e poi ancora l'11 aprile al Teatro L’Agorà di Carate Brianza (MB) e il 12 aprile al Teatro Municipale di Casale Monferrato (AL). 

Oggi Paolo Belli continua a impegnarsi, a studiare e a volter ripagare il suo pubblico per tutto l'affetto ricevuto negli anni e oltre a parlarci della sua carriera e dei suoi successi, si è raccontato come uomo sensibile, amico leale, marito affettuoso. E lo ha fatto così.  

Paolo sei nei teatri italiani con il tuo spettacolo "Pur di far commedia", un mix di gag, musica, prosa. Come nasce questo spettacolo e perché sei voluto tornare a teatro?

"Ho sempre avuto una grande passione per il teatro. Ho studiato tutto ciò che riguarda l'arte a 360 gradi, mi sono specializzato nel canto e nella composizione e non pensavo di avere l'attitudine giusta per fare teatro. A farmi cambiare idea è stato Alberto Di Risio, che collabora con me da molto tempo e che ha lavorato con Celentano, Fiorello, Panariello. Lui mi ha spinto a farlo, mi ha detto: "Se c'è qualcuno che può fare teatro, che può fare l'enterteiner in Italia sei tu". Quando me lo disse l'ho preso per pazzo ma ha insistito e così ho iniziato. Ci aveva visto giusto. Il teatro mi dà una grande serenità e un fortissimo senso di autocontrollo e mai avrei pensato che mi desse questa soddisfazione. Vedere il pubblico fare una standing ovation è impagabile".

Qual è il tuo rapporto con il pubblico che viene a vederti e ti segue da 35 anni? 

"Io sono uno che ha molta ansia e mi sento così responsabile del fatto che le persone si vestono, prendono la macchina, cercano parcheggio, pagano un biglietto, mi sento la responsabilità di contraccambiare questo rispetto nei miei confronti così studio tantissimo e mi piace farlo perché questo studio mi porta a conoscermi bene, a controllarmi, a fare un buon lavoro. Sono 35 anni che la gente mi vuole bene ed è un miracolo, questo è il vero successo".

In cosa sei più bravo secondo te nel canto, nella conduzione, nell'intrattenimento?  

"Io credo di essere bravo in due cose: la prima nell'amare talmente tanto il pubblico che studio continuamente e la seconda, sono bravo nell'avere attorno a me persone che mi permettono di crescere. Non credo di essere un bravissimo artista, non sono un bravissimo cantante però sono uno che sa perfettamente quanto è importante avere attorno le persone giuste. Sono un bravo allenatore, so fare squadra".

Siamo abituati a vederti showman, intrattenitore, performer ma Paolo Belli quando torna a casa com'è? 

"Sono un disastro. Mia moglie mi dice sempre: "Tu sul palco sei bravo, sei sexy, sei una persona completamente opposta di quella che sei in casa quindi non fare niente a casa perché saresti un disastro". Però devo dire che a casa mi piace essere leggero, dare leggerezza a tutto e soprattutto far ridere mia moglie".

A proposito di tua moglie Deanna, sei sposato con lei da tantissimo tempo...

"Stiamo insieme da 43 anni, 40 di matrimonio e 3 di fidanzamento".

Come vi siete conosciuti?

"L'ho vista per la prima volta di una discoteca ma lei non mi ha neanche parlato, era con una mia amica che mi ha subito detto di lasciare perdere perché non andava bene per me. Poi l'ho incontrata una seconda volta al mare e siccome io mi ero innamorato di lei dalla prima volta che l'avevo vista, ho giocato l'unica mia arma che avevo e che tutt'ora funziona: ho preso la chitarra, ho cominciato a cantare e l'ho conquistata".

Qual è il segreto di un matrimonio così lungo? 

"È la somma di tante cose, il rispetto, il dialogo, la voglia di proteggerci, la voglia di ridere assieme, di condividere tutto. Ormai è una cosa che è andata al di là di tutto. Facciamo tutto assieme. Siamo partiti che eravamo poverissimi, io avevo davvero i buchi nelle scarpe e avere costruito tutto ciò che abbiamo, dall'amore, alla casa, alla famiglia, agli amici, ci ha consolidato. Lei è come se fosse una mia gamba, se non ci fosse lei non riuscirei a essere dritto. Mia moglie Deanna è l'altra faccia della luna, l'altra faccia della mia anima. È difficile da spiegare, forse tutto questo si racchiude in una sola parola: amore".

Oggi i giovani vivono successi immediati, spinti anche dai talent show o dei social che regalano una popolarità improvvisa. Ma come si fa a restare nel mondo dello spettacolo per 35 anni come hai fatto tu? 

"Restare per 35 anni, è questo il vero successo e credo che i giovani stanno iniziando a capirlo. Se vuoi rimanere ci deve essere talento e un po' di fortuna ma non bastano, poi devi andare a suonare ovunque, confrontarti con pubblici uno diverso dall'altro, una volta piove, una volta c'è il sole, una volta è il teatro, una volta la piazza, una volta il palasport, a volte davanti a  20 persone, altre davanti a 400mila, tu devi fare il tuo lavoro, queste cose qui ti forgiano e questa voglia di fare sta tornando anche nei giovani".

Tu ti definisci una persona molto introspettiva che si fa mille domande, lo consideri un tuo pregio?

"Io mi faccio sempre molto male, dentro di me mi faccio miliardi di domande, fin troppe. Vorrei essere più sereno nelle cose ma sono fatto così e nel tempo ho imparato ad accettarlo".

In tv esterni sempre le tue emozioni, ti commuovi spesso e non lo nascondi. Hai mai avuto paura di mostrare agli altri questa tua sensibilità?

"Ogni volta mi riprometto di mantenere freddezza e spesso non partecipo a eventi che so che potrebbero toccare alcune corde, ma se accade che mi viene da piangere è perché me lo sento e non lo nascondo. Non riesco a fingere, a dire le bugie".

La tua carriera è partita dalla musica e poi sei passato alla tv, è stata una scelta difficile?

"Sì è stata una scelta difficile e mi hanno criticato moltissimo. Le bollette, però, vanno pagate e la televisione ti permette di sopravvivere. La sopravvivenza di un artista è fondamentale e per me era fondamentale la sopravvivenza di tutta la mia band che è composta da 30 persone, quindi ho scelto la tv e mi ha dato grandi soddisfazioni. È quando vedi persone fare una standing ovation per la tua performance che hai la più grande soddisfazione e capisci di avere trovato il tuo posto nel mondo. Il pubblico non lo freghi mica, quando uno è coerente e sincero, il pubblico lo vede e lo premia".

E a proposito di tv, qual è l'insegnamento più grande che ti ha dato Milly Carlucci con cui lavori da quasi 20 anni?

"Di essere sempre se stessi. Milly mi ha insegnato che bisogna prepararsi, studiare e poi quando si è sul palco, essere se stessi. Mi ha insegnato che bisogna essere i primi ad arrivare e gli ultimi ad andarsene e guardare, ascoltare, parlare, dire la propria opinione, avere rispetto, confrontarsi, alzare sempre l'asticella. Un giorno le dissi: "Milly io pensavo di essere uno stakanovista ma sono un dilettante in confronto". Ballando con le Stelle è come andare all'università della televisione".

Hai mai avuto paura di perderte la bussola nel mondo dello spettacolo? 

"Con mia moglie di fianco? È impossibile e ho un gruppo di lavoro fantastico. Mi sono protetto ed è abbastanza facile non perdere la bussola così. Il nostro è un mondo spietato, io ho avuto momenti molto difficili ma se hai costruito dentro di te e fuori di te una struttura che regge allora resti in piedi anche tu".

Torneresti a Sanremo? 

"Sisi ci tornerei, con la canzone giusta sì. Deve essere la canzone perfetta per me perché Sanremo o va tanto bene o va tanto male".

Cosa sognavi di fare da bambino? 

"Io sognavo di fare questo da bambino, intrattenimento, quindi fatemi fare questo perché non so fare nient'altro". 

Qual è il tuo superpotere?

(Ride) "Non prendermi mai sul serio".

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