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Sabato, 22 Gennaio 2022
Animali L'Aquila

Juan Carrito: la storia dell'orso che si era trasferito a Roccaraso

Nel paese era ormai una presenza fissa: famoso per le sue scorribande aveva svaligiato anche una pasticceria. Un comportamento troppo confidente che però avrebbe potuto metterlo in pericolo. Questa mattina l'animale è stato narcotizzato e portato in alta montagna

È stato catturato Juan Carrito. Il giovane orso, diventato famoso per le sue scorribande a Roccaraso e dintorni, in provincia dell'Aquila, dovrà dire addio al "suo" paese, dove era ormai di casa, per essere trasferito lontano dai centri abitati in una zona naturale ed isolata situata nell'area del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.

L'orso, che è munito di radiocollare, si è risvegliato e lo stanno monitorando, così come verrà fatto nei giorni a venire. L'obiettivo, fanno sapere dall'ente parco, "è quello di provare ad indurre l'orso a modificare il proprio comportamento fortemente condizionato dal cibo antropico e da una estrema confidenza nei confronti della persone, inducendolo ad un, si spera, sempre più prossimo svernamento, rilasciandolo in un contesto montano isolato".

E sì perché Juan Carrito di stare per fatti suoi non voleva proprio saperne. L'orso, che ha circa due anni, è figlio dell'orsa Amarena, madre di altri tre cuccioli. Rispetto ai suoi fratelli e sorelle però JC (così viene spesso chiamato dalla gente del posto) ha ripreso il comportamento confidente della madre mostrando fin da subito ben poco timore nei confronti dell'uomo.

Juan Carrito-2

Il giovane JC ha così iniziato a frequentare i paesini della zona, anche in pieno giorno, compiendo frequenti incursioni in pollai ed allevamenti, spingendosi anche verso centri abitati che si trovano al di fuori al dei confini del Parco Nazionale. Negli ultimi due mesi Juan Carrito ha praticamente eletto a sua dimora la località turistica di Roccaraso.

L'orso si è fatto conoscere anche per la sua incursione in una pasticceria nel centro del paese in provincia dell'Aquila: attirato dall'odore dei dolci appena fatti, l'animale ha sfondato la vetrina del negozio e ha fatto piazza pulita dei biscotti che erano ancora sulle teglie. Poi, sazio e soddisfatto, è andato via indisturbato e ha continuato a girare per il paese assaggiando la frutta dagli alberi.

Amato dagli abitanti, Juan era ormai diventato una presenza fissa anche perché poteva contare su ampie riserve di cibo, che si trovassero nei cassonetti o che gli venissero offerte da turisti e residenti. L'animale si è sempre mostrato docile e tuttavia la sua presenza nel paese stava iniziando a diventare ingombrante e pericolosa per lo stesso orso. 

orso pasticceria-2

"L'insieme delle condizioni in cui" JC ha passato gli ultimi mesi, spiegano dal Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, "ha contribuito a rafforzare il suo condizionamento verso il cibo facile, vanificando gli sforzi messi in campo. Inoltre, volendo guardare ai prossimi mesi, la giovane età, la sua indole e la presenza costante di cibo sono alcuni degli elementi che possono contribuire a ridurre la durata del periodo di svernamento, aumentando notevolmente quindi il rischio che l'orso possa continuare a frequentare il centro abitato di Roccaraso, che essendo la più grande stazione sciistica dell'Appennino, durante la stagione invernale registra presenze di migliaia di turisti, certamente impreparati all'incontro con un orso, con gravi rischi sia per l'incolumità pubblica, sia per l'orso stesso". 

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