Cocaina "regina d'Italia", è la droga più consumata: lo svelano le acque reflue

I risultati del monitoraggio più esteso mai effettuato a livello mondiale sul consumo di droghe d'abuso nei reflui urbani

Un momento dell'operazione della Guardia di Finanza di Linate e dei funzionari dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che ha portato al sequestro di quasi dieci chili di cocaina, 30 gennaio 2019. ANSA/ GUARDIA FINANZA

Cocaina "regina d'Italia": tra quelle misurate, infatti, è la droga più utilizzata nel nostro Paese, con Milano che si piazza ai livelli di Parigi, ma al di sotto di quelli di Londra e Barcellona. E' quanto emerge dai risultati del più esteso studio sul consumo di droghe d'abuso, effettuato a livello mondiale e pubblicato su 'Addiction'.

Droga, cocaina la più consumata in Italia: lo studio

L'indagine ha utilizzato il metodo messo a punto dall'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri nel 2005, che consiste nell'analisi dei metaboliti urinari delle droghe d'abuso nei reflui urbani e nella successiva stima dei consumi nella popolazione. Dal 2011 al 2017 sono stati misurati i consumi di cocaina, amfetamina, metamfetamina ed ecstasy in 120 città di 37 Paesi tra Europa - Italia inclusa - Usa, Canada, Sud America e Australia, con più di 60 milioni di persone coinvolte.

I risultati ottenuti evidenziano la presenza di sostanziali differenze di utilizzo delle varie droghe nei Paesi analizzati: la cocaina è la droga più consumata in Europa occidentale e del sud (Svizzera, Inghilterra, Belgio, Olanda, Spagna, Italia) e in Sud America. La metamfetamina è prevalente in alcuni Paesi dell'Est Europa (Repubblica Ceca, Slovacchia e Germania dell'Est), e ha consumi molto elevati e in crescita in Usa, Canada e soprattutto Australia. L'amfetamina invece è utilizzata prevalentemente in Belgio, Olanda, Germania e alcuni paesi Scandinavi (Finlandia). L'ecstasy non prevale in nessun Paese analizzato, ma i consumi risultano in crescita nel periodo esaminato in quasi tutte le città studiate.

Lo studio è stato materialmente condotto dallo Score network (www.score-network.eu), una rete di gruppi di ricerca europei nata nel 2010 sotto la guida proprio del Mario Negri e dell'Istituto norvegese per la ricerca sulle acque (Niva), con il supporto dell'European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction, l'Agenzia europea che si occupa di tossicodipendenze.

"In Italia, dove il monitoraggio è stato effettuato principalmente nella città di Milano - spiega Sara Castiglioni, capo dell'Unità di biomarker ambientali del Dipartimento ambiente e salute dell'Irccs Mario Negri - la cocaina è risultata la sostanza più utilizzata tra quelle analizzate, con consumi minori di metamfetamina ed ecstasy e pressoché nulli di amfetamina".

"Milano presenta consumi di cocaina che possiamo definire 'medi' - aggiunge Castiglioni - simili a quelli di Parigi e Copenaghen, inferiori a quelli di Zurigo, Anversa, Londra e Barcellona. Il trend di consumo di cocaina a Milano è rimasto stabile dal 2011 al 2015, ma è aumentato nel 2016-2017. Analoghe rilevazioni a Bologna, Gorizia, Bari, Potenza e Palermo sono state effettuate solo nel 2017 e confermano i risultati di Milano".

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"La metodologia applicata - aggiunge Ettore Zuccato dell'Istituto Mario Negri - si è confermata in grado di fornire stime oggettive e dirette dei consumi di droghe a livello di popolazione. Le numerose applicazioni disponibili hanno infatti dimostrato che questo metodo è in grado di fornire regolarmente dati più aggiornati rispetto alle indagini epidemiologiche effettuate a livello nazionale a cadenza annuale o biennale".
 

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