Lunedì, 2 Agosto 2021
La strategia Ue

Le cinque terapie anti-covid su cui punta l'Europa

Sono i trattamenti considerati ''promettenti'' dalla Commissione europea, che potrebbero diventare disponibili nei prossimi mesi: quattro di queste terapie sono con anticorpi monoclonali, mentre il quinto è un immunosoppressore

Foto di repertorio Ansa

La Commissione europea ha annunciato un primo portafoglio con cinque trattamenti ''promettenti'' che "potrebbero essere presto disponibili per curare i malati nell'Ue". Si tratta dei primi risultati riguardanti la strategia  Ue sulle terapie per Covid 19, la malattia provocata dal coronavirus Sars-CoV-2, con cui conviviamo da oltre un anno. Quattro di queste terapie sono anticorpi monoclonali, che sono in rolling review da parte dell'Ema. Il quinto è un immunosoppressore, che ha un'autorizzazione alla commercializzazione che potrebbe essere estesa anche alla cura dei malati di Covid.

Per la commissaria europea alla Salute Stella Kyriakides, "anche se la vaccinazione sta prendendo velocità, il virus non sparirà e i pazienti avranno bisogno di cure sicure ed efficaci per ridurre il peso della Covid-19".

Monoclonali e non solo: le terapie anti-covid

I cinque prodotti, spiega la Commissione, sono in una fase di sviluppo "avanzato" e hanno un "elevato potenziale" di essere "tra le tre nuove terapie per la Covid-19 che riceveranno l'autorizzazione entro ottobre 2021", obiettivo fissato dalla strategia, sempre che si rivelino sicuri ed efficaci.

Nel dettaglio si tratta di una nuova indicazione per un farmaco esistente, l'immunosuppressore Baricitinib (un farmaco che riduce l'attività del sistema immunitario), prodotto da Eli Lilly. La richiesta è sotto esame all'Ema.

Gli altri quattro sono anticorpi monoclonali, che l'Ema ha attualmente in rolling review, una procedura accelerata di revisione dei dati clinici. Si tratta, in particolare, di una combinazione del Bamlanivimab e dell'Etesevimab di Eli Lilly; di una combinazione di Casirivimab e Imdevimab di Regeneron Pharmaceuticals e Roche; del Regdanivimab di Celltrion; del Sotrovimab di GlaxoSmithKline e Vir Biotechnology.

Le replica del "modello" vaccini

La strategia Ue sulle terapie per la Covid-19 non è altro che la replica del metodo utilizzato per i vaccini, che si è rivelato sul medio periodo un successo, cioè centralizzare, a livello della Commissione Europea, l'acquisto dei farmaci, per conto dei 27 Stati membri. Non si tratta di un piano segreto: è stato comunicato ufficialmente dalla Commissione il 6 maggio scorso. La strategia riguarda l'intero ciclo di vita dei farmaci, dalla ricerca, allo sviluppo fino alla manifattura, all'acquisto e alla distribuzione. Fa parte di quell'Unione della salute che la Commissione di Ursula von der Leyen sta tentando di costruire, sulla base delle dure lezioni impartite dalla pandemia di Covid-19. L'obiettivo iniziale era quello di autorizzare tre cure per la Covid entro ottobre e altre due entro fine anno.

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