Sabato, 8 Maggio 2021

L'ordinanza di Speranza oggi e le 13 regioni verso la zona gialla da lunedì 26 aprile

Dopo il report dell'Iss il ministro è pronto ai cambi di zona. Tre territori in bilico tra giallo, arancione e rosso. E il pericolo del ritorno del lockdown soft a partire da fine maggio

L'ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza oggi riporterà molte regioni in zona gialla. Il decreto Riaperture del governo Draghi, pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale, ha sancito a partire dal 26 aprile il ripristino dell'area a minori restrizioni dopo la sospensione dell'ultimo mese. Il report #49 del monitoraggio dell'Istituto Superiore di Sanità e del ministero fornirà gli ultimi dati. E oggi molti territori, in base ai numeri dell'epidemia in calo, sperano nel ritorno in zona gialla

L'ordinanza di Speranza oggi che porterà le regioni in zona gialla da lunedì 26 aprile

Le previsioni dicono che l'indice di contagio Rt nazionale sarà ancora una volta in calo: la settimana scorsa era a 0,85, per oggi si punta a 0,82/0,83 nel report della Cabina di Regia dell'emergenza coronavirus. Ci si attende anche una diminuzione dell'incidenza dei casi settimanali per centomila abitanti su scala nazionale e in alcune regioni. Secondo le ultime indiscrezioni nessuna regione sarà oltre la soglia di 250, che fa scattare la zona rossa. L'incidenza media nazionale dovrebbe scendere da 182 a 159.

Attualmente, dal 15 marzo al 2 aprile 2021 e dal 6 al 30 aprile 2021, in tutte le zone gialle si applicano le disposizioni previste per le zone arancioni (articolo 1, comma 1, del decreto-legge 13 marzo 2021, n. 30, e art. 1, comma 2, del decreto-legge 1 aprile 2021, n. 44). In base a tali disposizioni e alle ordinanze del ministro della Salute: 

  • sono in zona arancione le regioni Abruzzo, Basilicata, Campania, Calabria, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Liguria, Marche, Molise, Piemonte, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto e alle Province autonome di Bolzano e Trento; 
  • sono in zona rossa le regioni Puglia, Sardegna e Valle d'Aosta.

In base alle ultime indiscrezioni undici regioni e due province autonome aspirano alla zona gialla. Hanno attualmente un indice di contagio Rt al di sotto di uno e un rischio basso o moderato, compatibile con lo "scenario 1". Sono: Abruzzo, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Umbria e Veneto. A queste si aggiungono le province autonome di Trento e Bolzano. Ma c'è di più. Perché secondo Repubblica tra i 46 e i 51 milioni di italiani lunedì saranno in zona gialla e anche alcune regioni che oggi si trovano in zona rossa potrebbero cambiare colore. L'unica sicura di rimanere nell'area a maggiori restrizioni è la Sardegna. In arancione resteranno molto probabilmente Calabria, Sicilia e Valle d’Aosta. Tutte le altre ambiscono alla zona gialla.

Le regioni verso la zona gialla e le 4 che restano in arancione: l'ordinanza in arrivo

Anche la Puglia con i suoi quattro milioni di abitanti e numeri del contagio molto alti potrebbe cambiare zona. Ma ad oggi i numeri non consentono di dire se arriverà il giallo oppure passerà soltanto all'arancione. Anche per Basilicata e Molise la zona gialla è attualmente in bilico. In base a questo pronostico quindi in arancione dovrebbero restare Calabria, Sicilia e Valle d’Aosta. Dovrebbero diventare zona gialla 12 Regioni, ovvero Campania, Lazio, Abruzzo, Marche, Umbria, Toscana, Emilia-Romagna, Liguria, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia. E a queste si dovrebbero aggiungere le due Province di Trento e Bolzano. 

Zona gialla: le 12 regioni, l'ordinanza di Speranza, le 3 in bilico

Anche per il Corriere della Sera grazie all'indice Rt inferiore a 1 e all'incidenza dei casi settimanali per 100mila abitanti inferiore a 250 hanno ottime probabilità di diventare gialle Abruzzo, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Umbria, Veneto e le province autonome di Trento e Bolzano mentre Campania e Toscana hanno numeri da zona gialla.

Per la Toscana il via libera potrebbe arrivare già oggi dopo il monitoraggio, mentre la Campania resterebbe arancione soltanto perché non sono trascorsi i giorni necessari dall’ultimo cambio di colore. Quest’ultima regione come la Toscana ha un Rt molto vicino a 1 e un’incidenza di casi settimanali sopra 200 per 100 mila abitanti.

Secondo questo pronostico ancora in arancione rimarrà la Sicilia. In bilico tra arancione e giallo sono invece la Calabria e la Basilicata. La Puglia potrebbe passare in arancione. Sardegna e Valle d’Aosta sono le uniche che potrebbero restare in rosso e non passare all’arancione

Più in generale però ancora ieri i dati dei nuovi contagi nel bollettino del ministero della Salute erano alti (16.232), così come i decessi (360). Ma già da ieri i governatori hanno cominciato ad annunciare il rientro della loro regione in zona gialla. Il presidente del Lazio Nicola Zingaretti lo ha fatto su Facebook: "Riapriamo ma non al Covid, e riprendiamoci la vita. Abbiamo una missione: vaccinare e riaccendere l'economia e il lavoro. Ora stringiamo i denti per non richiudere piu': serve la collaborazione di tutti". Lo stesso ha fatto la Liguria. 

Il Piemonte ha invece diffuso i numeri del pre-report che rileva che dalle ultime settimane in arancione è scaturito un miglioramento dei dati che dovrebbe permettere maggiori libertà. Il pre-report indica nella settimana 12-18 aprile una riduzione dei casi di circa il 20%. La percentuale di positività dei tamponi scende dal 10.7% al 9%. L'occupazione dei posti letto ordinari cala dal 61% al 47%, quella in terapia intensiva dal 50% al 45%. L'Rt puntuale si riduce da 0.75 a 0.66 e l'Rt medio passa da 0.76 a 0.7. Per questo la regione aspira alla zona gialla. 

Il presidente della Regione Molise Donato Toma ha invece anticipato il dato relativo alla bozza del monitoraggio sull'Rt medio a 14 giorni che, rispetto alla scorsa settimana (0.92), è risultato in aumento (1.16). In Umbria secondo i nuovi dati forniti dal Nucleo epidemiologico regionale, calcolandolo con media mobile sugli ultimi sette giorni, è infatti a 0,74 (0,88 quello nazionale). Mentre la scorsa settimana era stimato a 1,08. 

L'agenzia di stampa Ansa conferma che stando ai dati attuali, dovrebbero finire in zona gialla Abruzzo, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Umbria e Veneto - oltre alle province di Trento e Bolzano, avendo un Rt nel valore inferiore sotto l'1 e un rischio basso o moderato, compatibile con uno 'scenario 1'. In zona arancione resterebbero invece Calabria, Sicilia, Basilicata, Campania e Toscana, che hanno un Rt vicino a 1 e un'incidenza sopra 200. A rischiare di restare fuori - e quindi in zona rossa - sarebbero quindi in questo pronostico Puglia, Sardegna e Valle d'Aosta, per le quali, qualsiasi siano gli sviluppi sul decreto, almeno prima di maggio potrebbe non cambiare nulla.

Il pronostico del Cts: Italia in zona rossa a fine maggio

Chi invece continua a vedere nero è il Comitato Tecnico Scientifico. Che non è stato consultato prima del varo del decreto Riaperture dal governo Draghi e oggi, scrive La Stampa, si sente esautorato nel suo ruolo. Durante la prima ondata il comitato di esperti aveva dettato la linea, indicando al governo Conte le misure da assumere per contenere la diffusione dei contagi. I dpcm venivano emanati solo dopo aver consultato il comitato e secondo le sue indicazioni. Adesso le cose sono cambiate. 

Su spinta di Salvini, il governo Draghi ha ridotto la composizione del comitato e ha mandato via alcuni componenti invisi alla Lega. E oggi la linea di comunicazione è aperta soltanto con il ministro della Salute. Al quale il Cts ha chiesto di non cedere sul coprifuoco alle 22 (ed è stato accontentato) anche se, ricorda ancora il quotidiano, poi è toccato al portavoce Brusaferro dare un colpo al cerchio e uno alla botte con un laconico comunicato, dove si afferma che il Cts "ritiene opportuno che venga privilegiata una gradualità e progressività di allentamento delle misure di contenimento, ivi compreso l’orario d’inizio delle restrizioni del movimento". 

Ma soprattutto c'è un pronostico che gira al ministero della Salute e fa molta paura: "Lunedì l’Italia sarà quasi tutta gialla ma a fine mese tornerà purtroppo arancione e rossa". Gli uomini di Speranza hanno sul tavolo due grafici:

Uno mostra l’effetto scuola sui contagi a settembre, dal più 343% della prima settimana al 176% di incremento solo tra il 22 e il 24 del mese. L’altro fa vedere l’effetto delle chiusure sul calo dei contagi: meno 9% con le misure da fascia arancione, -63,9% con il lockdown temperato delle zone rosse di quest’anno, meno 94,9% con quello duro della primavera scorsa. Giallo non rilevabile.  

Ecco perché quello al lockdown potrebbe non essere un addio. Ma soltanto un arrivederci. 

Aggiornamento 9.49, 23 aprile 2021 -  L'Rt nazionale è 0,81, cioè scende ancora rispetto allo 0,85 di venerdì scorso. Dovrebbero essere da lunedì in zona arancione Calabria, Sicilia, Valle d'Aosta e Basilicata. Rossa la Sardegna. Tutte le altre 14 Regioni e le Province autonome di Bolzano e Trento in zona gialla. Si tratta di ipotesi al momento. L'ufficialità arriverà solo con le ordinanze di Speranza.

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