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Domenica, 19 Maggio 2024
Dormire bene

Sonno, è più importante la quantità o la qualità? Risponde la scienza

Secondo la ricerca, non tutti hanno bisogno di otto ore di sonno per riposare bene. Lo studio nella Giornata Mondiale del Sonno

Il 18 marzo si celebra la Giornata Mondiale del Sonno, una ricorrenza per ricordarci di quanto il sonno sia importante per la nostra salute e per richiamare l'attenzione sulle problematiche legate ai disturbi del sonno e alle malattie ad essi associate. Sì perché, se da un lato dormire bene ci consente di vivere meglio, di preservare il sistema immunitario, il sistema cardiovascolare e di tenere in equilibrio il nostro metabolismo, dall’altro una disregolazione del sonno può essere causa di cattivo umore, facile irritabilità, difficoltà nella concentrazione e nell'apprendimento, di perdite di memoria, ma anche di diabete, malattie cardiache e neurodegenerative come il morbo di Alzheimer (AD). Numerosi studi hanno, infatti, dimostrato come la qualità e la durata del sonno siano importanti nello stallo del declino neurologico con l’avanzare dell’età. Ma se sul primo aspetto (la qualità) gli esperti concordano, sulla durata i pareri sono contrastanti. Se le linee guida della National Sleep Foundation suggeriscono agli adulti over 18 di dormire tra le 7 e le 9 ore a notte, recenti ricerche dimostrano che in realtà la quantità di sonno di cui le persone hanno bisogno differisce in base alla genetica. Quindi non ci sarebbe una quantità perfetta di ore, poiché ogni persona è diversa. Basti pensare che ci sono molte persone che si sentono riposate anche se dormono meno ore a notte (<6,5) rispetto alla maggior parte degli esseri umani.

Secondo i ricercatori della Università della California San Francisco, questo fenomeno ha una spiegazione genetica: questi soggetti sarebbero, infatti, dotati di geni che racchiudono i benefici del sonno in una finestra temporale più piccola (dalle quattro alle sei ore a notte). In una recente studio, i ricercatori hanno, inoltre, dimostrato come questi stessi soggetti mostrano una resilienza psicologica e una resistenza alle condizioni neurodegenerative. La scoperta, pubblicata su iScience, potrebbe tracciare la strada per lo sviluppo di nuovi farmaci per contrastare la comparsa delle malattie neurologiche.

L’ipotesi

Per oltre un decennio, i ricercatori Ptacek e Ying-Hui, entrambi membri dell'UCSF Weill Institute for Neurosciences, hanno studiato le persone con Familial Natural Short Sleep (FNSS), o con sonno breve naturale familiare (questi soggetti dormono solitamente dalle 4 alle 6,5 ore al giorno, ma non hanno sonnolenza diurna e non hanno bisogno di un sonno di recupero durante i fine settimana), e identificato come responsabili di questa condizione cinque geni. Anche se - come hanno dichiarato gli stessi ricercatori - ci sono ancora molti altri geni da scoprire. Sulla base di questa scoperta, hanno condotto un altro studio per testare l'ipotesi secondo cui il sonno breve può essere uno scudo contro le malattie neurodegenerative. Ovviamente, questa idea contrasta in qualche modo con il pensiero secondo cui, per molte persone, la mancanza di sonno può accelerare la neurodegenerazione.

Lo studio

Il team ha esaminato un gruppo di topi con la malattia di Alzheimer (che rappresenta quasi il 75% di tutti i casi di demenza) e osservato che i cervelli dei topi che avevano sia il gene del sonno breve sia i geni predisponenti all’Alzheimer sviluppavano meno aggregati caratteristici associati alla demenza. Per confermare la loro scoperta, hanno ripetuto l'esperimento con topi che avevo un gene del sonno breve diverso e un altro gene della demenza e hanno visto risultati simili.

Il sonno breve protegge dalle malattie neurodegenerative

I risultati dell’esperimento hanno così dimostrato che il cervello può svolgere tutti i suoi compiti anche con meno ore di sonno; in altre parole, meno tempo trascorso a dormire in modo efficiente potrebbe non equivalere a una mancanza di sonno. I ricercatori ritengono che indagini simili anche su altre malattie cerebrali dimostrerebbero che i geni del sonno breve conferiscono protezioni simili, dimostrando che il sonno breve può ritardare la progressione di numerose malattie neurodegenerative.

Migliore è la qualità del sonno, migliore è la qualità della vita

I problemi del sonno sono comuni in tutte le malattie del cervello, perché il sonno è un'attività complessa durante la quale molte parti del cervello devono lavorare insieme per farci addormentare e svegliare. Quando queste parti del cervello sono danneggiate, diventa più difficile dormire o avere una buona qualità del sonno. Comprendere le basi biologiche della regolazione del sonno potrebbe quindi aiutare a identificare nuovi farmaci contro i problemi causati dai disturbi del sonno.

"A tal proposito, il nostro lavoro - hanno dichiarato i ricercatori - apre le porte a una nuova comprensione di come ritardare e possibilmente prevenire molte malattie, e suggerisce come il miglioramento del sonno nelle persone sane possa aiutare a sostenere il benessere generale e migliorare la qualità della vita”. 

Troppo sonno (o poco) fa male: quante ore bisogna dormire 

Le raccomandazioni della National Sleep Foundation

La ricerca scientifica ha dimostrato come lo stato complessivo della nostra “qualità del sonno” rimane un fattore essenziale della nostra vita a qualsiasi età. Perché il sonno alimenta la mente e fortifica ogni sistema del corpo. Ma di quanto sonno abbiamo davvero bisogno per ottenere questi benefici? Le Linee guida della National Sleep Foundation consigliano agli adulti sani di dormire tra le 7 e le 9 ore a notte, alle persone sopra i 65 anni tra le 7 e le 8 ore a notte, mentre - sottolineano gli esperti - i neonati, bambini piccoli e adolescenti dovrebbero dormire ancora di più per consentire la loro crescita e sviluppo. 

Ma non sono importanti sono le ore di sonno, per dormire meglio bisogna anche prestare attenzione all'igiene del sonno. A tal proposito la National Sleep Foundation consiglia di: creare sia un ambiente da letto che routine quotidiane che promuovono un sonno coerente e ininterrotto, mantenere un programma di sonno stabile, rendere la tua camera da letto confortevole e priva di interruzioni, seguire una routine rilassante prima di andare a letto e costruire sane abitudini durante il giorno possono tutti contribuire a un'igiene del sonno ideale.

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