Domenica, 29 Novembre 2020
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Vuoto. Per i Bastardi di Pizzofalcone il nuovo capitolo della serie ideata da De Giovanni: la nostra recensione

Abbiamo letto per voi "Vuoto. Per i Bastardi di Pizzofalcone" di De Giovanni. Un libro che va oltre le indagini per scoprire i sentimenti e le difficoltà dei protagonisti

La serie ideata da Maurizio De Giovanni, si arricchisce di un nuovo capitolo “Vuoto. Per i Bastardi di Pizzofalcone”. Gli appassionati delle vicende dei poliziotti ritroveranno i loro beniamini alle prese con nuove indagini, ma soprattutto con una sensazione del tutto nuova. Il vuoto: una parola così semplice, ma carica di sentimento spesso difficile da affrontare. 

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L’ultima fatica dello scrittore partenopeo, si inserisce nel filone del genere giallo, ma che in realtà è molto di più. L’omicidio, le indagini e la risoluzione dei casi sono solo il punto di partenza per raccontare i suoi agenti, i problemi, i sentimenti che li tormentano. 

I protagonisti dei suoi libri non sono semplici poliziotti pronti a risolvere l’ennesima scomparsa, sono delle persone guidate da stati d’animo e amori, ma soprattutto debolezze che provengono dal loro passato, che in un modo o nell’altro si riflettono sul presente e sul futuro. 

In questo nuovo capitolo de i Bastardi, il senso di vuoto accompagnerà le loro scelte, segnerà le loro vite e difficilmente si riuscirà a rimanere immuni.

Il Vuoto dei personaggi

Palma, che ha sacrificato tutta la sua vita privata per il lavoro, si ritrova ad avere un nuovo incarico, privo di poteri effettivi. La promozione a vicequestore, che gli è costata un divorzio, non sarà priva di ostacoli.

Lojacono alle prese con una figlia adolescente, non è in grado di affrontare il vuoto lasciato da quella che ancora considera la sua bambina

Di Nardo così coraggiosa e integerrima nel lavoro, ha un vuoto di coraggio nella vita privata, tanto da non riuscire a capire la cosa giusta da fare per lei e per chi le sta vicino. 

Pisanelli, salvo per miracolo, ha un vuoto di energie, quelle che gli servono a risolvere il caso dei finti omicidi ora che sa chi è il colpevole. 

Ottavia che vive il vuoto di una vita alle prese con un figlio autistico e con un marito che in realtà non ha mai amato. 

Romano che ha riempito il suo vuoto grazie al dono di una bambina trovata in un cassonetto, ma che rischia di avere un nuovo vuoto se non la adotta. 

Aragona che vive il vuoto di non riuscire ad essere l’agente speciale che vorrebbe, perché ha solo qualche buona intuizione. 

Il vuoto della nuova arrivata, Martini, la sostituta di Pisanelli, che per i suoi continui cambi di sede, non riesce a mettere radici

Infine, il vuoto lasciato dalla professoressa Chiara Finiami, sparita nel nulla dopo aver lasciato un messaggio alla sua collega. Un vuoto che il marito non sembra voler colmare, molto più interessato alla carriera politica che a ritrovare la moglie. 


I Bastardi di Pizzofalcone, già esasperati dalle loro mancanze, vogliono riempire almeno questo vuoto e ritrovare la professoressa, consapevoli che una mossa sbagliata potrebbe mettere a rischio la sopravvivenza del commissariato. 


Le indagini ci portano a scoprire due Chiara. Una, la moglie dell’industriale che frequenta i salotti buoni di Napoli, l’altra la professoressa legata ai suoi studenti, disposta a tutto pur di aiutarli. Grazie alla donna scopriamo due anime di Napoli, quella benestante, delle feste esclusive e quella della miseria, ai margini della criminalità 


Le nostre considerazioni

Lo stile narrativo magnetico di De Giovanni fa il resto. Grazie alla sua scrittura fluida riesce a trascinare il lettore negli intrecci della storia, senza mai perdere il filo. Pagina dopo pagina, si sente l’esigenza di proseguire, di andare avanti per sapere di più, per scoprire cosa è successo. 

Se gli amanti della serie temevano di trovarsi davanti ad un libro ripetitivo, verranno piacevolmente sorpresi. De Giovanni a differenza degli altri capitoli, in cui il lettore veniva accompagnato poco alla volta nella storia, sovverte le regole. Il volume riesce a conquistare fin dalla prima pagina, grazie anche all’entrata di un nuovo personaggio, perfetta per ingrossare le fila dei Bastardi. 


Il vuoto raccontato da De Giovanni attraverso l’analisi delle vite dei suoi personaggi, spesso è determinato dall’errore di non aver apprezzato quello che si possedeva prima di perderlo. Nonostante questo, l’autore ci lascia una speranza, il vuoto può sempre essere riempito, basta riscattarsi come cercano di fare i suoi Bastardi. 

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