Sabato, 6 Marzo 2021
Genova

Tenta di aggredire un agente durante un Tso: 20enne ucciso in casa, ferito un poliziotto

Il ragazzo ha ferito un agente con un coltello ed è rimasto ucciso da un colpo di pistola, esploso dal collega. Sul caso è stata aperta un'inchiesta

Un giovane di circa vent'anni di origini ecuadoriane, Jefferson Garcia Tomalà, è morto in casa dopo essere stato colpito a morte da un colpo di pistola esploso da un agente di polizia intervenuto con con un collega per tentare di portare a termine un Tso, trattamento sanitario obbligatorio. E' successo a Genova in un'abitazione di via Borzoli. 

Stando alla ricostruzione degli investigatori e alle testimonianze raccolte, il dramma, in quell’appartamento di via Borzoli, era iniziato già sabato sera, scrive Andrea Barsanti su GenovaToday. I carabinieri erano dovuti intervenire per un litigo tra il giovane e la fidanzata, Anggie. Calmati gli animi, i militari se ne vanno. Quando Jefferson riprende a dare in escandescenze, un pastore protestante amico di famiglia invita Anggie a prendere la figlia di 3 mesi avuta dal ragazzo e a trascorrere la notte a casa dei suoi. Jefferson non si calma, chiede che la fidanzata e la bambina tornino da lui. La situazione precipita e domenica la madre chiama il 112 per chiedere l'intervento di un'ambulanza. A via Borzoli arriva quindi anche un medico, che però si rifiuta di entrare nella stanza da solo, temendo per la propria incolumità, e richiedere l'intervento della polizia. 

Arrivano gli agenti, che trovano Jefferson in camera da letto. Parte una trattativa ma il ragazzo estrare un coltello e si scaglia contro uno dei due agenti entrati nella stanza, che spruzza contro di lui lo spray al peperoncino in dotazione. Tomalà si avventa allora contro l'altro agente, un sovrintendente di 55 anni, e lo accoltella più volte al torace mentre il collega estrae l'arma d'ordinanza e fa fuoco, esplodendo almeno quattro colpi, ferendo di striscio il sovrintendente e colpendo Jefferson al torace e alla gamba: uno dei due colpi gli sarà fatale. 

L'agente ferito resta ricoverato in terapia intensiva ma non in pericolo di vita, dopo essere stato sottoposto a un delicato intervento. Sul caso è stata aperta un'inchiesta. La madre e i fratelli di Jefferson Tomalà sono stati ascoltati per diverse ore, e dalla questura fanno sapere che l’intervento sarebbe stato svolto da protocollo: il giovane agente avrebbe sparato per tutelare l’incolumità del collega, ritenuto in pericolo di vita. Atto tecnico dovuto, l'iscrizione dell'agente che ha sparato nel registro degli indagati con l'accusa di omicidio colposo, azione necessaria per disporre ed effettuare l'autopsia e la perizia e consentire il contraddittorio.

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