Lunedì, 8 Marzo 2021
Padova

Isabella Noventa, al fratello Paolo la villa di Freddy Sorgato?

"Voglio darmi l’ultima possibilità di ritrovare il suo corpo" dice l'uomo, che non ha mai smesso di sperare di dare degna sepoltura alla sorella uccisa cinque anni fa nel Padovano

La villa. Foto da PadovaOggi

Due aste non sono andate a buon fine. Ora la casa di Freddy Sorgato, condannato per l'omicidio della segretaria Isabella Noventa, potrebbe finire - come racconta Ivan Grozny Compasso su PadovaOggi - al fratello della vittima Paolo Noventa, come risarcimento. "Le procedure per l’acquisto di un bene confiscato sono complesse, ho chiesto quindi di ereditare la casa, la venderò, ma prima ci voglio entrare di nuovo, voglio darmi l’ultima possibilità di ritrovare il suo corpo".

La villa di Freddy Sorgato a Paolo Noventa

Noventa ne ha chiesto l’assegnazione tramite il suo legale. Bisognerà attendere il dissequestro della villa e poi un iter burocratico tutt'altro che semplice.

Solo due mesi fa la vicenda giudiziaria era giunta al termine: Freddy e Debora Sorgato sono stati condannati a 30 anni mentre 16 anni e 10 mesi sono stati inflitti alla complice, la tabaccaia Manuela Cacco. Il corpo nonostante gli sforzi degli inquirenti non è mai stato trovato da nessuna parte. Nemmeno la minima traccia, nonostante si sia seguita ogni pista possibile e si siano battuti tutti i corsi d'acqua della zona.

L'omicidio di Isabella Noventa cinque anni fa

Isabella Noventa fu uccisa in una notte d'inverno, tra il 15 e il 16 gennaio 2016, nella casa di Freddy Sorgato, a Noventa Padovana, dallo stesso Freddy e dalla sorella Debora. Poi è stata fatta sparire, per sempre.

Che fine ha fatto il cadavere della segretaria, che aveva 54 anni quando venne ammazzata? I due fratelli Sorgato avrebbero fatto sparire il cadavere: avevano coinvolto anche l'amica, Manuela Cacco, alla quale era stato fatto indossare il giubbetto di Isabella per inscenare una fuga volontaria della stessa, facendola passeggiare sotto le telecamere di sorveglianza in centro a Padova. Null'altro che un goffo tentativo di depistaggio.

"Non abbiamo vinto: quella a cui abbiamo assistito negli ultimi quattro anni è stata la nostra più grande sconfitta. Oggi abbiamo solo avuto giustizia e la soddisfazione meritiamo" aveva commentato Paolo Noventa dopo la definitiva condanna dei responsabili dell'omicidio. "Mi dispiace solo che mia madre non sia qui con noi, avrei voluto darle almeno la soddisfazione di assistere a questo momento così importante. Invece è morta divorata dalla sofferenza, senza nemmeno una tomba sulla quale piangere la figlia". Ora non vuole lasciare nulla di intentato.

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