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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Città Cagliari

Uccisero bimbo nato dall'incesto tra padre e figlia: la madre a processo

La donna è accusata di concorso in omicidio volontario del piccolo

CAGLIARI - Gettarono il neonato da un cavalcavia perché quel bambino era il frutto di un incesto tra padre e figlia. Dopo la condanna nel novembre scorso a 20 anni di reclusione in primo grado, davanti al gup di Cagliari, del pensionato di Nuxis accusato di aver ucciso nel 1996 il piccolo frutto di un rapporto sessuale con sua figlia, è iniziato oggi in Corte d'Assise il processo a porte chiuse nei confronti della donna, accusata di concorso in omicidio volontario.

Il collegio, presieduto dal giudice Claudio Gatti, ha rigettato la richiesta di perizia psichiatrica presentata dal difensore Fausto Argiolas. Conclusa la fase delle istanze preliminari, il presidente ha aperto il dibattimento, facendo sfilare i primi testimoni.

Chiamati a rispondere alle domande del pm, Alessandro Pili, e della difesa, alcuni carabinieri della Compagnia di Iglesias che hanno ricostruito le prime fasi dell'inchiesta, arrivata ad una svolta dopo 14 anni dal delitto.

La vicenda risale al febbraio 1996, quando il corpicino senza vita del neonato venne trovato sotto un cavalcavia a Siliqua. L'indagine arrivò a una svolta nel 2011, dopo le rivelazioni di un parente del padre-orco che raccontò del rapporto incestuoso fra padre e figlia. La comparazione dei dna dei due sospettati portò alla svolta, confermata dalla confessione della donna sugli abusi sessuali subìti in 30 anni.

Secondo l'accusa il piccolo, frutto dell'incesto, sarebbe stato ucciso dopo essere stato partorito nel bagno dell'ospedale, dove la ragazza assisteva in quel momento la madre. Dopo un tentativo di soffocare il piccolo con la carta igienica, il neonato venne gettato dal cavalcavia. L'udienza è stata aggiornata a lunedì prossimo 18 marzo.

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