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Domenica, 22 Maggio 2022
Città Torino

Processo 'ndrangheta, il pentito non testimonia: chiede più soldi allo Stato

Colpo di scena al processo Minotauro a Torino: il pentito Rocco Marando, che doveva testimoniare in videoconferenza, ha rifiutato di lasciare la località protetta in cui si trova per un "contenzioso economico"

TORINO - Colpo di scena al processo Minotauro che si celebra al tribunale di Torino contro le infiltrazioni della 'ndrangheta a Torino. Questa mattina Rocco Marando, uno dei due pentiti 'ndranghetisti di questo procedimento, non ha voluto testimoniare e non si è presentato all'appuntamento in videoconferenza dalla località protetta in cui vive.

Secondo quanto appreso, Marando vuole più soldi dallo Stato e per questo si è rifiutato di comparire in aula. L'uomo avrebbe dovuto essere interrogato oggi alle 9:30 davanti al giudice Paola Trovati. Nella maxi-aula bunker del carcere delle Vallette di Torino era stato predisposto un maxischermo. Rocco Marando si è fatto attendere per un'ora. All'inizio si è pensato a problemi tecnici, ma poi il giudice ha letto un fax spedito dal servizio di protezione del testimone.

"Si rappresenta - si legge nel fonogramma - che il medesimo, all'atto del prelevamento da casa, ha comunicato agli agenti del servizio centrale di protezione di non voler presenziare per motivi di contenzioso economico". A quel punto si è sollevato qualche mormorio in aula. Anche il pm Monica Abbatecola non ha saputo spiegarsi questo gesto. "Verrà disposto l'accompagnamento coatto la prossima volta", ha detto.

I FRATELLI MARANDO - Marando, che fa parte di una famiglia 'ndranghetista, secondo l'accusa operativa nella locale di Volpiano (Torino), ha alcuni parenti coinvolti in vari processi sulle infiltrazioni della mafia calabrese. Rosario Marando, uno dei fratelli, era presente oggi in aula dietro alle gabbie delle Vallette come imputato. Domenico, un secondo fratello, ha patteggiato la pena nello stesso procedimento. Antonio, un terzo fratello, è indagato invece a piede libero sempre nel processo Minotauro. Rocco Marando vive in una località segreta dal 2009, anno in cui ha deciso di collaborare con la giustizia. (da TorinoToday)

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