Sabato, 6 Marzo 2021
Brescia

Scompare in gita, 300 persone alla ricerca di Iushra: la Procura apre un'inchiesta

Il sindaco di Serle invita a non recarsi sul posto a dare una mano. La ragazzina scomparsa a Brescia sull'Altopiano di Cariadeghe è autistica: "Non toccatela né avvicinatela in modo brusco, porgetele l'avambraccio e restate fermi, in modo che possa sentirsi sicura"

Il campo base - Foto (C) BresciaToday.it

Stanno battendo da ormai 48 ore l'Altopiano di Cariadeghe i soccorritori impegnati nelle ricerche di Gazi Zannatul Iushra, la ragazzina autistica di 11 anni scomparsa giovedì mattina.

Nessuno, al momento, ha perso la speranza di ritrovarla sana e salva, magari in una grotta, ma col passare delle ore i timori per un esito negativo delle ricerche si fanno sempre più concreti. 

Sul campo attualmente ci sono oltre 300 persone: 40 vigili del fuoco, 30 uomini del Soccorso Alpino, 15 carabinieri, 80 volontari tecnici, 40 speleologi e numerosissimi semplici volontari, sotto il comando di chi dirige le operazioni.

L'appello dell'ultim'ora riportato da Brescia Today raccoglie l'invito della Protezione Civile provinciale e della Prefettura a che nessuno si rechi in autonomia all'altopiano a cercare la ragazzina. Tra l'altro, sull'altipiano i telefoni cellulari non hanno campo, dunque le comunicazioni sono difficoltose, e sono possibili solo tramite strumentazioni adeguate. 

"Abbiamo ricevuto notevoli richieste da parte di liberi cittadini di tutta la regione che chiedono di poter salire a dare una mano in Cariadeghe" scrive in una nota il sindaco di Serle Paolo Bonvicini. "Ringraziamo tutti per la disponibilità ma nella zona di interesse sono già presenti 250 uomini tra gruppi di vigili del fuoco e di protezione civile. Chiediamo quindi a tali liberi cittadini di non salire in Cariadeghe nella giornata odierna".

I Vigili del fuoco di Salò hanno avvertito in un comunicato di ieri che la bambina "scappa se qualcuno cerca di toccarla, di prenderla per mano o se la chiama col suo nome. Reagisce con violenza se si prova a bloccarla. Scappa coi rumori forti e se qualcuno si agita. Meglio provare ad ingraziarsi la sua fiducia e porgerle il braccio: se è lei a prenderlo vuol dire che si fida e verrà volontariamente con voi.

"Come convincerla? Le piacciono le musiche dei cartoni, in particolare quelle di "Mascia e l`orso" e di "Frozen". La si attira se si sventolano oggetti colorati, se si tengono gli occhiali sulla testa. Le piacciono i succhi di frutta e le patatine. Non è di parole che ha bisogno e nemmeno lei parla. Ad ogni modo, se la incontrate, perchè potrebbe anche essersi diretta verso Botticino, la Maddalena, Nave, Caino o Vallio Terme, chiamate il 112 e segnalate la sua presenza".

Dall'alto gli elicotteri sorvolano la zona e ci si sta avvalendo anche dell'aiuto di un drone. Sono attive le unità cinofile, anche con i cani molecolari, mentre gli speleologi stanno controllando grotte e anfratti.

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Come ricorda da Brescia Today la bambina era appena arrivata sulla montagna, dove avrebbe dovuto passare una giornata lieta in compagnia di altri ragazzi disabili, accompagnati sul posto dai volontari e gli operatori dell'associazione Fobap Onlus.

Iushra però si sarebbe allontanata appena dopo le 11: avrebbe cominciato a correre senza sosta, percorrendo il sentiero sterrato che porta fino a Nave, sfuggendo al controllo di una prima operatrice che avrebbe poi chiesto aiuto ai colleghi.  Purtroppo la bambina era già lontana: sarebbe stata avvistata per l'ultima volta proprio sul sentiero.

Il papà di Iushra si chiama Gazi Mdliton, originario del Bangladesh, vive a Brescia dal 1997 così come la moglie Must Nurunnahar Khanam: oltre a Iushra hanno altri tre figli, il più piccolo ha soltanto un anno.

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