Mercoledì, 25 Novembre 2020

Scippano l'Iphone ad una ragazza mentre si fa un selfie: straniero insegue e 'blocca' 4 ladri

Uno scippo risolto in pochi minuti. E quattro ladri arrestati dalla polizia. Tutto grazie all'altruismo di un ragazzo tunisino di 32 anni

MILANO - Cinque cellulari rubati recuperati. Uno scippo risolto in pochi minuti. E quattro ladri arrestati dalla polizia. Tutto grazie all'altruismo di un ragazzo tunisino di 32 anni. Il cittadino nordafricano, infatti, non è rimasto indifferente ad un furto in strada.

Dopo aver visto la scena - un uomo che strappava uno smartphone dalle mani di una ragazza intenta a farsi un selfie con un'amica - si è messo all'inseguimento dell'auto sulla quale il malvivente era fuggito con alcuni complici. Una fuga iniziata all'incrocio tra viale Luigi Majno, angolo corso Venezia, in centro a Milano, e finita in via Palestro, passando per corso Monforte e via San Damiano.

Una storia lodevole, anche per la Questura che si attiverà per segnalare il cittadino per il suo atteggiamento meritevole. Succede attorno alle 3 di venerdì.

A ricostruire l'accaduto è l'Ufficio prevenzione generale, che ha arrestato i quattro. Due amiche italiane di 25 anni sono ferme all'incrocio davanti Porta Venezia. Stanno facendo alcune foto, quando un'auto grigia si ferma in doppia fila. Dall'abitacolo scende un uomo che senza proferir parola scippa il telefono ad una delle giovani. Risale in auto e scappa. Alla scena assiste lo straniero, che con la propria auto si mette all'inseguimento dei fuggitivi e nel frattempo avverte la polizia. Gli agenti intervengono sul posto, chiamati anche dalle due vittime che avevano attivato anche l'applicazione per geolocalizzare l'apparecchio.

Pochi isolati più in là, il tunisino non molla i fuggiaschi. Vede che ad un certo punto gettano qualcosa dal finestrino. Al telefono dà la sua posizione anche alle volanti, che intercettano i malviventi in via Palestro. In manette finiscono quattro cittadini colombiani: due uomini, di 30 e 28 anni, e due donne 28enni. Nati a Bogotà, in Italia vivevano senza permesso di soggiorno. Oltre al telefono appena rubato, dal finestrino avevano gettato un sacchetto con altri quattro smartphone e un caricabatteria, quasi certamente frutto di altri scippi analoghi. Ora il quartetto è accusato di furto aggravato in concorso grazie anche al coraggio di un anonimo 32enne.

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