Sabato, 20 Luglio 2024
Cronaca

Firenze, i gommoni di Ai Weiwei a palazzo Strozzi: "Simbolo del dramma dei migranti"

L'artista cinese protagonista di una grande retrospettiva a Firenze, in occasione della quale ha realizzato un'installazione che rimanda al dramma dei migranti. A Repubblica dice: "Quei gommoni sono anche un omaggio alla generosità dell'Italia"

Da giorni sono i "gommoni della discordia", quei 22 gommoni rossi che ornano due facciate dello storico palazzo Strozzi a Firenze nell'installazione ideata dall'artista cinese dissidente Ai Weiwei, contro i quali si sono levate da più parti aspre critiche in nome del "bello".

Eppure quei gommoni hanno un significato sul quale tutti dovrebbero riflettere, anche chi li giudica una ferita sulla facciata dell'edificio rinascimentale. "L’Italia ha uno straordinario patrimonio culturale e i gommoni simboleggiano un passaggio salvifico che rinnova un monumento dell’arte. C’è anche un punto di vista realistico in questa scelta, ed è la generosità dell’Italia che continua ad accogliere i rifugiati". Sono le parole dello stesso Ai Weiwei, intervistato per l'edizione fiorentina di Repubblica da Leonetta Bentivoglio in occasione della grande retrospettiva a lui dedicata nella città del giglio, il quale si definisce "un lottatore".

"Prendo cazzotti che fanno male e mi metto in situazioni a rischio. Non vado in cerca di elogi. La mia battaglia è politica e sociale: l’umanità va difesa. La libertà non è una parola che si può dare per scontata, ma è frutto di una lotta. L’arte è sempre politica"

"Ogni messaggio estetico è politico", ribadisce l'artista cinese. "Lavoro in relazione ai cambiamenti del mondo", spiega, e "la crisi dei migranti è all'ordine del giorno ed è quindi al centro dei miei interessi", perché l'artista "deve discutere e farsi comprendere apertamente su temi come la sofferenza dei profughi".

L'installazione di Ai Weiwei a palazzo Strozzi

L'installazione "Reframe" (Nuova Cornice) nasce infatti dal personale coinvolgimento e impegno dell'artista come attivista sul fronte della crisi umanitarie. Le leggere imbarcazioni sulla solida e austera facciata di palazzo Strozzi rimandano alle altrettanto fragili imbarcazioni su cui i profughi viaggiano in mare ma al tempo stesso rappresentano anche il tentativo dei migranti di innestare loro stessi in un luogo altro e sconosciuto per loro come è l'Europa. 

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