Mercoledì, 12 Maggio 2021
Il caso

Sicilia, rapinatore e latitante con i soldi della Regione

Arrestato Domenico Albanese, 47enne palermitano accusato di nove rapine in giro per l'Italia. Fino al momento del fermo ha percepito 832 euro mensili dalla Regione come precario

PALERMO - Fuorilegge per la procura. Bisognoso per la Regione. Era introvabile da mesi. La polizia lo ha cercato dappertutto perché lo riteneva l'autore di nove rapine commesse in giro per l'Italia. Ma mentre per gli investigatori progettava i colpi in banca, la Regione da anni gli pagava un sussidio da 832 euro al mese. Questa la paradossale storia di Domenico Albanese: un precario inserito nel bacino degli ex Pip, progetto di inserimento professionale.

Il rapinatore latitante faceva parte del del progetto "Emergenza Palermo", riservato a ex detenuti e soggetti svantaggiati. Domenico Albanese, 47 anni, dal 1999 ha percepito il sussidio fino al giorno del suo arresto. Ovvero venerdì scorso, quando durante un blitz in un appartamento in via Leonardo Da Vinci, gli investigatori lo hanno scovato e arrestato. Per la Regione non era più in possesso dei requisiti morali e di buona condotta, ma lo era stato fino a pochi mesi prima.

Quella di Albanese, però, non è l'unica falla in un sistema - quello dei sussidi - evidentemente al collasso e incapace di verifiche approfondite. Nelle scorse settimane la Regione ha già espulso dall'elenco altre venticinque persone, anche in questo caso per mancanza dei requisiti morali. Tra loro c'era Fabio Pispicia, fermato a Palermo pochi giorni prima dalla polizia, mentre era a bordo di una Fiat Uno con armi, passamontagna e guanti.

Ma oltre a Fabio Pispicia nella lista dei venticinque precari del bacino "Emergenza Palermo", espulsi pochi giorni fa a seguito dei controlli in corso da parte della Regione disposti dal governatore Rosario Crocetta, ci sono cognomi "pesanti" di noti boss di Cosa nostra. L'elenco è in mano agli investigatori: il timore è che la Regione, in assenza di controlli mai avvenuti in passato, abbia dato dato soldi pubblici a persone legate alla mafia e che hanno commesso diversi reati. 

"La Regione per anni ha pagato persino carcerati e latitanti - ha dichiarato Rosario Crocetta - e solo grazie ai controlli che abbiamo messo in campo, e prima inesistenti, stanno venendo a galla questi fatti incresciosi. E' ora di finirla, noi stiamo facendo pulizia in un settore dove per anni non c'è stato alcun controllo".

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