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Giovedì, 27 Gennaio 2022
Cronaca Grosseto

Grosseto contro Nicola Di Matteo, neo presidente del club toscano: "Camorra? No grazie"

La città e la tifoseria non vogliono l'imprenditore edile casertano che disse la frase: "La camorra è una scelta di vita, io ho sempre rispettato loro, loro hanno rispettato me"

La furia di Grosseto non accenna a diminuire. Il club toscano, che milita nel girone B di serie C, passa ufficialmente dalla famiglia Ceri all’imprenditore edile casertano, Nicola Di Matteo.  L’intesa tra le parti è stata ufficializzata lunedì 27 dicembre attraverso comunicato ufficiale:

"L’Us Grosseto comunica di aver proceduto al cambio del proprio organo amministrativo con le dimissioni dell’intero Cda e con la nomina ad amministratore unico del signor Nicola Di Matteo – si legge nella nota – Nei prossimi giorni sarà perfezionato il passaggio del pacchetto di maggioranza al gruppo rappresentato dal signor Di Matteo, mentre una quota di minoranza resterà alla famiglia Ceri. I dettagli dell’operazione saranno comunicati a seguito della chiusura del passaggio".

Non soltanto la tifoseria ma la città intera ha mostrato tutto il proprio malcontento verso l’imprenditore casertano e, all’esterno del campo d’allenamento Nilo Palazzoli, è rapidamente apparso uno striscione: «Camorra, no grazie». 

"La camorra è una scelta di vita"

Le motivazioni di questo disprezzo nei confronti di Nicola Di Matteo - 69 anni, passato per alcune esperienze nei dilettanti del Galliera (dove risiede) e della Centese e poi per Imolese, Spal e Mantova - sono facilmente riconducibili a una frase atroce che pronunciò nel 2019, durante la presentazione al Teramo (girone C della serie C) come nuovo amministratore delegato: "La camorra è una scelta di vita, io ho sempre rispettato loro, loro hanno rispettato me". 

Parole terrificanti che provocarono una bufera che lo aveva costretto a interrompere immediatamente la sua partecipazione societaria. La Lega Pro, ancora, lo sospese da ogni evento ufficiale dopo aver effettuato "una segnalazione alla Procura Federale affinché venga aperto un procedimento e rilevato eventuali violazioni normative", mentre il Sindaco di Teramo fu durissimo nel censurare quelle parole: "La camorra è una scelta di morte e non di vita. Nessun cittadino teramano si riconosce in parole che non denuncino come la camorra, al pari di ogni altra organizzazione criminale di stampo mafioso, sia sopraffazione, delinquenza, dispregio delle leggi e della libera convivenza. Non possiamo accettare che chi si unisce alla nostra comunità in qualche modo giustifichi o ‘rispetti' quei comportamenti, quelle scelte di vita e quella cultura".

Dopo due anni Di Matteo ha deciso di riprovarci a Grosseto, per risollevare una piazza che al momento è ultima nel Girone B della Serie C. Ovviamente, per riuscire in questo intento, occorrerà anche il sostegno della tifoseria e, neanche a dirlo, al momento le parti sono (giustamente) lontanissime.

La camorra non può essere in nessun caso “una scelta”

Sono trascorsi due anni dall’amenità pronunciata da Nicola Di Matteo ma, quest’ultimo, non è ancora riuscito a capire la gravità del suo gesto. Ancora non è riuscito a capire che, con quelle parole, ha legittimato un Sistema criminale. Ha dato “un ruolo” alla criminalità. Ha esplicitamente dichiarato di accettare che quell’orrore faccia parte della vita delle persone.

Nicola Di Matteo, dopo due anni da quel momento di profonda vergogna non ha ancora capito che non c’è spazio per la camorra nella vita delle persone oneste. Non sono bastati due anni (e 69 anni di vita) per capirlo…

Siamo certi che non basteranno 48 ore affinché Nicola Di Matteo comprenda che, quando i tifosi del Grosseto urleranno ancora “camorra, no grazie”, non staranno rivolgendosi soltanto ai detenuti in regime di 41 bis. Quando i tifosi grideranno ancora "camorra, no grazie", il principale bersaglio di questo messaggio sarà proprio lo stesso Nicola Di Matteo. 

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