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Sabato, 20 Aprile 2024
Dopo 24 anni

Quando torna in Italia Chico Forti

La premier Giorgia Meloni, dopo l'incontro con il presidente Usa Biden, ha annunciato il ritorno in patria del 65enne trentino, in carcere da 24 anni con l'accusa di omicidio. Quale sarà il prossimo step? Forti verrà spostato in un altro penitenziario, in attesa del trasferimento in Italia: secondo la famiglia potrebbe volerci circa un mese

Chico Forti, dopo 24 anni di carcere negli Stati Uniti, potrà finalmente tornare in Italia. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in collegamento da Washington, dove ha incontrato alla Casa Bianca il presidente americano Joe Biden, ha dato la grande notizia nella serata di ieri: "Sono felice di annunciare che, dopo 24 anni di detenzione negli Stati Uniti, è stata appena firmata l'autorizzazione al trasferimento in Italia di Chico Forti".

Quando torna in Italia Chico Forti

Ma quali saranno i tempi per il ritorno in patria di Forti? Ovviamente non si tratta di una pratica rapida da portare a termine. Il 65enne trentino, condannato nel 2000 per omicidio, dovrà attendere ancora qualche settimana. Secondo quanto auspica e prevede la famiglia, il rientro potrebbe avvenire entro un mese: la speranza è quella di un ritorno entro Pasqua, che quest'anno sarà appunto il 31 marzo. Gianni Forti ha spiegato a Rainews24 che la famiglia era stata informata qualche ora prima dell'annuncio di Giorgia Meloni: "La presidente del Consiglio Giorgia Meloni mi ha chiamato verso le 16 dicendomi che aveva raggiunto un accordo con il Governatore della Florida e che aveva sottoscritto i documenti necessari per l'iter di trasferimento di Chico Forti in Italia. È stata data la notizia a Chico direttamente dal presidente Meloni, che ha avvisato me. Ho provveduto a informare la mamma di questa bellissima notizia che dopo un quarto di secolo di battaglie finalmente sembra che siamo arrivati alla fine di questo terribile incubo

"Anche per lui credo che sia un premio alla sua tenacia e al suo coraggio - ha aggiunto il parente -. Nessuno sa come ha fatto a resistere per 25 anni. Cosa prevede ora l'iter? Credo che il primo passo sia il suo trasferimento in una struttura federale e da li poi rientrerà in Italia secondo le regole previste dalla Convenzione di Strasburgo. Confidiamo che per Pasqua possa riabbracciare sua madre".

Anche il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, attraverso una nota, è intervenuto sui tempi necessari per il ritorno: "Il rientro in Italia di Chico Forti è un importante ed atteso traguardo raggiunto grazie all’autorevole impegno in prima persona del Presidente Giorgia Meloni. I miei uffici lavoreranno per ottemperare, nel più breve tempo possibile, a tutti i passaggi tecnici necessari di competenza del ministero della Giustizia e di cui avevo parlato con l’Attorney general, M.Garland, nella visita a novembre presso il Department of Justice di Washington. Auspichiamo che anche tutti gli altri passaggi, che chiamano in causa tra l’altro le autorità giudiziarie, si possano compiere nel più breve tempo possibile per consentire a Forti di continuare a scontare nel suo Paese, vicino ai suoi affetti, la pena".

La storia di Chico Forti

Sessantacinquenne, trentino, campione di windsurf, produttore televisivo e cineoperatore d'assalto, Enrico Chico Forti negli Usa sconta una condanna per l'omicidio di Dale Pike. È in carcere da quasi 24 anni: ha rischiato la sedia elettrica, è stato condannato all'ergastolo senza appello. Ora, dopo l'ok al trasferimento firmato dagli Usa, si avvicina il momento del rientro in Italia, come ha annunciato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Washington. Dal 15 giugno 2000, giorno del verdetto, Forti si dice vittima di un complotto. Pike fu trovato morto in un boschetto che limita una spiaggia, a poca distanza dal parcheggio dove lui stesso aveva chiesto a Forti di accompagnarlo, dopo averlo prelevato all'aeroporto. La morte fu fatta risalire tra le ore 20 e 22 del giorno precedente, poco tempo dopo il suo commiato da Enrico Forti.

Secondo la sentenza, non appellabile, Forti è stato condannato all'ergastolo per "aver personalmente e/o con altra persona o persone allo stato ancora ignote, agendo come istigatore e in compartecipazione, ciascuno per la propria condotta partecipata, e/o in esecuzione di un comune progetto delittuoso, provocato, dolosamente e preordinatamene, la morte di Dale Pike". La storia di Forti è legata a doppio filo all’omicidio di Gianni Versace, avvenuto il 15 luglio 1997, a Miami Beach, due chilometri in linea d’aria dal luogo dove, sette mesi dopo (il 15 febbraio 1998), fu trovato cadavere Dale Pike, ucciso fra l’altro con lo stesso tipo di pistola che esplose i suoi colpi mortali contro Versace; due proiettili alla testa, come per Pike. Nel marzo 2021, una prima svolta annunciata da Luigi Di Maio, all'epoca ministro degli Esteri: "Chico Forti è stato trasferito in un altro penitenziario americano, dove si collocano i detenuti in attesa trasferimento". Da quel momento non c'erano state più novità per il detenuto italiano, fino all'annuncio della premier Meloni: una svolta attesa 24 anni dalla sua famiglia, che non ha mai abbandonato la speranza di riportarlo a casa.

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