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Domenica, 28 Novembre 2021
CRONACA

Terra dei fuochi, Napoli scende in piazza contro i veleni

NapoliToday ha seguito la mobilitazione generale contro roghi e rifiuti tossici che ha visto partecipanti provenienti da ogni parte della regione. Gli organizzatori: "Eravamo centomila"

NAPOLI - Da Piazza Dante, passando per Via Toledo, fino a Piazza del Plebiscito: una marea umana ha sfilato ieri pomeriggio nel cuore di Napoli per gridare "stop a roghi e rifiuti tossici, stop ai veleni in tutta la Campania".

I partecipanti sono arrivati da ogni parte della regione e persino da Taranto, altra città (insieme a molte realtà italiane) vittima di un forte inquinamento ambientale. Sui numeri gli organizzatori non arretrano: "Eravamo centomila, così come previsto in queste settimane, abbiamo riempito i 2/3 di Piazza del Plebiscito, quindi il conto è facile".

Di sicuro c'era tanta, tantissima gente, sintomo che il problema è ormai molto sentito (in particolare nelle province di Napoli e Caserta, le più colpite) e che i cittadini non hanno più alcuna intenzione di subire in silenzio. Del resto, in questi mesi, abbiamo assistito (e partecipato) a decine di mobilitazioni: dalle manifestazioni di Giugliano organizzate dai comitati territoriali, fino alla lunga marcia da Orta di Atella a Caivano, promossa da don Patriciello insieme ai comitati locali.

Il parroco di Caivano noto ormai per la sua strenua battaglia contro la devastazione ambientale, era però assente oggi a Napoli: impegnato in una manifestazione che si è svolta contemporaneamente a Macerata Campania in provincia di Caserta.

"Prima di tutto è necessario fermare l'avvelenamento delle nostre terre - ha detto Angelo Ferrillo, promotore dell'iniziativa e gestore del sito laterradeifuochi.it - per evitare che anche le bonifiche possano diventare un affare". In effetti la grande questione è, adesso, anche per tutti i comitati territoriali, proprio questa: la bonifica rischia di essere l'ennesimo affare in mano a chi fino ad oggi ha inquinato.

Ferrillo ha poi scritto sulla pagina Facebook della Terra dei Fuochi, subito dopo la manifestazione: "Devono arrivare risposte immediate contro i roghi tossici e quanti smaltiscono illegalmente ogni sorta di rifiuti speciali, visto che in meno di 15 giorni abbiamo portato 100.000 persone in piazza. Entro il prossimo mese ne porteremo 1.000.000. Questa storia deve finire. Questo è l'inizio della fine".

Terra dei fuochi, il corteo a Napoli | Foto di Viviana Graniero/NapoliToday

La manifestazione è stata completamente pacifica: qualche momento di tensione si è visto solo quando alcuni esponenti di "Casa Pound" sono arrivati in piazza. L'ala di estrema destra è stata però allontanata dai comitati che sfilavano nell'ultimo spezzone del corteo, che hanno commentato: "I neonazisti nessuno li vuole". Contestazioni anche al momento del 'discorso' dal palco, non un dibattito, quello previsto, ma un monologo ed è questo che in tanti hanno contestato chiedendo la parola. Che alla fine, con non poche resistenze, è stata data anche a qualche esponente dei comitati.

Intanto il prossimo appuntamento in città è già previsto per il 16 novembre. Un corteo (#fiumeinpiena), promosso da decine di realtà differenti (come la Rete StopBiocidio, i Comitati Fuochi, Don Patriciello, I collettivi studenteschi e molti altri gruppi territoriali), partirà da Piazza della Borsa e sfilerà per le vie della città con molti punti per cui battersi: dallo stop ai veleni, al controllo popolare sulle bonifiche, dall'analisi dei terreni contaminati fino al grave problema della sanità pubblica che dovrebbe garantire screening e cure gratuite a chi è vittima di avvelenamento ambientale.

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