Martedì, 11 Maggio 2021
La sentenza / Caserta

Impianto di un embrione anche contro il consenso dell’ex marito: si può fare

Arriva dalla Campania una decisione che non ha precedenti in Italia e che potrebbe fare scuola. Un uomo che cambia idea, non può interrompere la nascita di un figlio che ancora non c'è

Un embrione - FOTO ANSA

Dal momento in cui l’ovocito viene inseminato con gli spermatozoi in laboratorio, non si può più tornare indietro. Neppure se si debba ancora procedere con il trasferimento delle blastociti. Neppure se il seme viene dall’ex marito che si oppone. Lo ha deciso ieri un giudice di Santa Maria Capua Vetere, che ha dato ragione ad una donna che voleva sottoporsi ad un processo di procreazione assistita utilizzando embrioni congelati in passato col marito con cui però, nel frattempo, si è separata. 

E' l'Ansa ha riportare la sentenza storica in Italia, che non vedrebbe alcun precedente e che stabilisce un punto decisivo, cioè che il consenso di un uomo può essere sì revocato, ma solo fino alla fecondazione dell’ovocita. A spiegarlo è proprio l’avvocato Gianni Baldini, che ha rappresentato la donna in aula: “Dopo la separazione della coppia, di fronte alla richiesta della donna di procedere al transfer delle blastociti che erano già state crioconservate, l’uomo non può revocare un consenso prestato precedentemente”. Questo significa che, non solo l’uomo non potrà impedire la nascita del futuro figlio biologico, ma dovrà anche assumersene la paternità, con tutti i doveri morali ed economici.  Anche perché, e questo è stata proprio la donna a specificarlo, “Quegli embrioni li avevo creati col mio ex marito in un contesto di amore”. 

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