Venerdì, 5 Marzo 2021
Genova

Genova, la protesta degli sfollati: "Ridateci le nostre case". Toninelli: "Autostrade non ricostruirà il ponte ma lo pagherà"

Urla e spintoni durante il Consiglio regionale della Liguria. I proprietari delle abitazioni nella zona rossa hanno chiesto di poter tornare a prendere gli effetti personali. Il ministro delle Infrastrutture: "Folle lasciare la ricostruzione ad Autostrade"

I volantini di protesta degli sfollati (FOTO ANSA)

Ci sono stati momenti di tensione questa mattina a Genova, durante il consiglio regionale della Liguria. Decine di cittadini sfollati dopo il crollo di Ponte Morandi, che chiedevano di poter rientrare nelle proprie abitazioni nella zona rossa per recuperare gli effetti personali, hanno dato vita ad una rumorosa protesta perché volevano assistere alla seduta congiunta del consiglio regionale e comunale dedicata alla tragedia ma sono stati bloccati all’esterno dell’aula dagli addetti alla sicurezza perché la parte della sala destinata al pubblico era quasi piena.

Dopo alcune urla e spintoni, la situazione è tornata alla calma e i manifestanti, che esponevano dei volantini con scritto “50 anni di servitù, 2 settimane di disagi e sofferenze: rivogliamo un futuro” firmato “Quelli del Ponte Morandi”, hanno potuto accedere all’aula dove era in corso il consiglio congiunto.

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“Dal 14 agosto -ha spiegato il portavoce del comitato degli sfollati di via Porro, Ennio Guerci- viviamo in un limbo e basta poco perché scoppi la tensione. Non ne possiamo più di non sapere quale sarà il nostro destino”.

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La protesta degli sfollati è poi proseguita anche all’interno della sala, dove gli abitanti di via Porro hanno esposto dei grossi cartelli con scritto “Nessuna demolizione senza per noi una soluzione. Vogliamo rispetto”, scandendo più volte lo slogan “Rispetto, rispetto!”. Dopo una breve sospensione, la seduta è ripresa con l’intervento del sindaco Marco Bucci, che ha spiegato quanto fatto dall’amministrazione comunale in queste settimane per fronteggiare l’emergenza.

Il sindaco: "Stiamo lavorando"

"Le certezze vorrei averle anch'io, ci stiamo lavorando, è nostra volontà fare tutto il possibile perché i cittadini possano tornare nelle case a prendere le loro cose. Io sono convinto che ce la faremo però ancora la certezza non ce l'ho". Lo ha detto il sindaco di Genova Marco Bucci a margine del consiglio regionale e comunale congiunti e monotematici sull'emergenza di ponte Morandi, parlando della situazione dei residenti di via Porro e via Fillak sfollati dalle loro abitazioni dal giorno del disastro.

Il comune e la struttura commissariale stanno lavorando in questi giorni per consentire ai residenti, in condizioni di sicurezza, di riaccedere alle case per recuperare gli effetti personali abbandonati durante l'emergenza. "Abbiamo una commissione tecnica che ha fatto tutta una serie di richieste -ha spiegato Bucci - In questa settimana io credo saranno messe in pratica e la settimana prossima potremo probabilmente dare un'idea di quali saranno le giornate in cui potranno accedere, ma la certezza al 100% non c'è".

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Sul segnale che arriva dal consiglio comunale e regionale congiunti Bucci ha aggiunto: "E' un segnale di tutta la città, all'Italia stessa, che siamo uniti. Questo secondo me - ha concluso - è assolutamente importante perché la città ha bisogno del sostegno di tutte le amministrazioni per arrivare a al nostro obiettivo che è quello di avere una città ancora migliore di com'era prima".

Di Maio: "A giorni un decreto urgente"

"Stiamo mettendo a punto un decreto urgente che, oltre a tante persone abbandonate in Italia, come i terremotati di Ischia e i terremotati del Centro Italia, affronterà anche il tema di Genova e soprattutto di coloro che sono sfollati e hanno diritto a una casa". Lo ha detto il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio."E' questione di settimane, forse anche di giorni, e metteremo fuori questo decreto", ha aggiunto.

"Quelle persone hanno perfettamente ragione, non si può lasciare la gente in balia dell'elemosina di Autostrade". Così il vicepremier e ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, commentando le proteste degli sfollati a seguito del crollo del Ponte Morandi.

Toninelli: "Decreto per Genova e infrastrutture"

"Il Governo sta predisponendo un provvedimento d'urgenza", un decreto legge "per Genova e per le infrastrutture, in grado di soddisfare al meglio le esigenze di una comunità duramente colpita. Si tratta di tutelare in primo luogo le persone e le imprese danneggiate". Ad affermarlo è il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli in Aula della Camera durante le Comunicazioni del Governo sul crollo del ponte Morandi di Genova.

Per quanto riguarda Genova, aggiunge Toninelli, "il Governo metterà in campo forme di aiuto in ordine alle rate dei mutui che molte famiglie sono costrette a pagare su immobili che non possono più abitare. Inoltre, aiuterà le imprese, ricadenti nell'area del crollo del ponte, a riprendere i cicli produttivi, prevedendo forme di agevolazione fiscale o incentivi alla temporanea delocalizzazione".

"Attenzione sarà rivolta anche alle imprese dell'indotto, seppur ubicate esternamente all'area danneggiata, che stanno subendo danni economici", sottolinea il ministro.

Per quanto riguarda le infrastrutture, rileva ancora Toninelli, "già nelle prossime settimane istituiremo una banca dati, a livello centrale, che possa acquisire tutte le informazioni riguardanti lo stato e la manutenzione di tutte le nostre infrastrutture. Questo intervento è indispensabile per passare dalla logica dell'emergenza alla logica della prevenzione. Questa banca dati ci consentirà di intervenire ciascuno per la propria competenza per mettere in sicurezza il patrimonio infrastrutturale pubblico".

Inoltre, aggiunge il ministro, "faremo in modo che vengano attuate ulteriori e più aggiornate verifiche tecniche sulle infrastrutture che fanno capo ai concessionari. Oltre a questo, il decreto disporrà l'applicazione di tecnologie avanzate di monitoraggio costante delle opere".

"Autostrade pagherà il ponte ma non lo ricostruirà"

"Governo è compatto nel ritenere che i lavori di ricostruzione del ponte non possano essere affidati ed eseguiti da chi giuridicamente aveva la responsabilità di non farlo crollare. Lasciare ad Autostrade per l'Italia la ricostruzione del viadotto sarebbe una follia e irrispettoso nei confronti dei familiari delle vittime". Ad affermarlo è il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli in Aula della Camera durante le Comunicazioni del Governo sul crollo del ponte Morandi di Genova.

La ricostruzione, rileva il ministro, "va affidata a un soggetto a prevalente o totale partecipazione pubblica dotato di adeguate capacità tecniche, mantenendo in capo al concessionario l'ovvio onere dei costi. L'integrale finanziamento dell'opera da parte della Società concessionaria rappresenta solo una minima parte del risarcimento dovuto e non ha nulla a che vedere con la procedura di decadenza dalla concessione". Sulla ricostruzione del ponte, rileva Toninelli, "dovrà esserci il sigillo dello Stato".

La polemica con Delrio

"Spiace rilevare che solo a seguito di questa tragedia il mio predecessore", l'ex ministro Graziano Delrio, "abbia condiviso la posizione del Governo di revocare una concessione che non sarebbe dovuta esistere in termini tanto vantaggiosi per i privati a danno dello Stato e dei cittadini". Ad affermarlo, in aula alla Camera, è il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli nel corso delle Comunicazioni del Governo sul crollo del Ponte Morandi a Genova.

"E' giunto il momento - spiega il ministro- di fare i nomi e i cognomi dei responsabili di questo gigantesco regalo della cosa pubblica ai privati: questo banchetto è iniziato sotto i Governi di Prodi e D'Alema negli anni '90. Il 1999 è l'anno della privatizzazione delle autostrade costruite con soldi pubblici e già quasi interamente ripagate; erano gli anni in cui lo Stato avrebbe potuto incominciare a trarre utili per lo sviluppo del Paese, guadagni che sono stati trasferiti ai privati".

Nel 2006-2007, rileva ancora, "è stata stipulata ancora sotto il Governo Prodi l'attuale convezione che regola i rapporti tra lo Stato e i concessionari. A conferma dell'affinità tra i Governi di Centrosinistra e Centrodestra, che come Movimento Cinque Stelle abbiamo sempre denunciato, questa convenzione è stata poi blindata definitivamente addirittura con una legge dello Stato dal successivo Governo Berlusconi nel 2008. Così sono stati messi in cassaforte i privilegi dei concessionari privati".

Toti all'attacco

“Gli sfollati sono in balia delle elemosine di Di Maio perché i soldi che ricevono sono quelli decisi dal governo, quindi da Di Maio stesso. Se pensa che siano pochi, li aumenti subito, noi siamo più che d’accordo”. Così il governatore della Liguria e commissario per l’emergenza di Ponte Morandi, Giovanni Toti, ha risposto alle ultime dichiarazioni del vicepremier Luigi Di Maio, secondo cui gli sfollati sarebbero stati lasciati in balia dell’elemosina di Autostrade.

“Le famiglie che hanno dovuto abbandonare le loro case – ha ricordato il governatore – stanno tutte avendo un alloggio pubblico. E a tempo di record, grazie a Comune e Regione. Mentre di Maio esternava alla stampa – ha sottolineato Toti – il sindaco ed io eravamo riuniti con gli sfollati, per chiarire tutti i dubbi e le comprensibili apprensioni. Per aiutare Genova servono meno polemiche e più fatti concreti. Noi – ha concluso il commissario per l’emergenza – aspettiamo le leggi che ci consentano di aprire e accelerare cantieri, risarcire cittadini e imprese e ricostruire il ponte”.

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