Migranti, ancora sbarchi autonomi a Lampedusa: Lamorgese invia i militari

Anche ieri, fino a tarda sera, con barchini o soccorsi dalle motovedette italiane, a centinaia sono arrivati a Lampedusa. In Sicilia verrà inviato personale militare dell’operazione Strade sicure. Dal punto di vista sanitario, la situazione è sotto controllo

Undici tunisini, fra cui tre donne e un cane, sono stati intercettati e trasbordati sul gommone della Guardia costiera mentre erano, su un barchino, a largo di Lampedusa (Ag) - Ansa

Per rafforzare l’attività di controllo, a breve, verrà inviato personale militare dell’operazione Strade sicure. E' quanto ha fatto sapere il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese al presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci nel corso di un colloquio telefonico in merito alla situazione di Porto Empedocle. Il ministero dell'Interno invierà quindi i militari in Sicilia per gestire l'arrivo dei migranti. Il tema è tornato di nuovo al centro del dibattito politico, soprattutto dopo la fuga di massa di 520 persone che erano ospiti di una tensostruttura della Protezione civile a Porto Empedocle

La responsabile del Viminale ha rassicurato il governatore confermando che, nell’hotspot di Lampedusa e nell’hub di Porto Empedocle, sono stati intensificati i trasferimenti dei migranti verso altre strutture e che, entro la giornata di oggi, verrà completato lo spostamento di circa 520 migranti. Intanto i migranti che si erano allontanati dalla struttura di Porto Empedocle, ha riferito il ministro, sono stati quasi tutti rintracciati. Al fine di rafforzare l’attività di controllo, a breve, verrà inviato personale militare dell’operazione Strade sicure.

Dal punto di vista sanitario, la situazione è totalmente sotto controllo: tutti i test sierologici sono risultati negativi e cosi i tamponi fin qui eseguiti sui migranti, sia a Porto Empedocle sia a Lampedusa, grazie all’impegno profuso dalla Regione Siciliana. In modo da garantire il massimo della sicurezza per la tutela della salute pubblica, nei prossimi giorni, all’esito della procedura accelerata di gara in corso, sarà operativa una nuova unità navale di grandi dimensioni da destinare allo svolgimento della quarantena obbligatoria per i migranti sbarcati. Anche ieri, fino a tarda sera, con barchini o soccorsi dalle motovedette italiane, a centinaia sono arrivati a Lampedusa.

Ieri a Tunisi la ministra dell’Interno ha incontrato il presidente della Repubblica tunisina, Kais Said. Dopo il colloquio, il Viminale ha fatto sapere di essere pronto "a offrire pieno supporto alla Tunisia anche mediante formule più efficaci di collaborazione nell'attività di sorveglianza delle imbarcazioni dei trafficanti in partenza dalla costa africana”.  Poi Lamorgese ha specificato al presidente i "seri problemi" causati all'Italia dai "flussi incontrollati", invitandolo ad agire per rafforzare la vigilanza e impedire le partenze. La ministra ha quindi sottolineato che risulta "determinante l'azione della Tunisia" e il presidente Said "ha dato rassicurazioni su una intensificazione dei controlli alle frontiere marittime per contrastare l'attività dei trafficanti di migranti".

"Noi sindaci paghiamo il prezzo di decisioni che non sono le nostre. Io mi sono fidato delle rassicurazioni istituzionali, rispetto alla situazione sicurezza del Cara. Adesso che le cose stanno diversamente, stiamo affrontando il problema". Lo scrive il sindaco di Caltanissetta, Roberto Gambino, amareggiato dopo la fuga di quasi 200 migranti dal Cara di Pian del Lago. "Ho già scritto al ministro Luciana Lamorgese. La mia posizione resta sempre la stessa. Il Cara va chiuso, fino a che non ci sarà la sicurezza di un controllo efficace ed efficiente".

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Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha espresso oggi preoccupazione dopo la fuga di un centinaio di migranti dal Cara di Caltanissetta. "Quanto accaduto a Caltanissetta non è una sciocchezza, anzi. In queste ore peraltro si aggiunge un`altra notizia di una fuga in massa di migranti anche dalla tensostruttura della Protezione civile allestita a Porto Empedocle. Non si tratta di battaglie ideologiche o politiche. Il tema è più semplice e riguarda la nostra sicurezza, la sicurezza di ognuno di noi", ha scritto Di Maio intervenendo su Facebook.  "L'Italia ha vissuto uno dei momenti più bui della sua storia con la pandemia, abbiamo visto morire i nostri cari, i nostri medici, donne, uomini e anche bambini. Abbiamo dovuto seguire regole ferree, ci siamo chiusi in casa, alcuni sono stati separati dalle proprie famiglie per settimane e settimane. Tutti, in un modo o nell'altro, ci siamo sacrificati. Ed è inconcepibile che oggi qualcuno, incurante delle regole tutt`ora in vigore, pensi di andarsene in giro senza rispettare l'obbligo della quarantena. Migranti o meno, fossero stati italiani avrei detto la stessa cosa", ha segnalato il ministro.

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