Martedì, 19 Ottobre 2021
Processo Ruby

Nicole Minetti in politica "voluta da Don Verzè"

Durante le dichiarazioni spontanee espresse nel processo Ruby bis l'esponente Pdl ha spiegato che "l'allora rettore del San Raffaele avrebbe avuto piacere di avere un esponente del suo istituo all'interno del Consiglio regionale lombardo"

Da una parte la sua presenza a Villa San Martino per diverse serate, più o meno hot, motivate solo ed esclusivamente dall'amore "vero" per Silvio Berlusconi. Dall'altra la sua elezione nel Consiglio regionale lombardo. Un'elezione sponsorizzata da Don Verzé.

Come spesso accaduto in questi anni, Nicole Minetti gioca la sua partita, e la gioca bene, su due tavoli. Quello pubblico del Pirellone e quello privato di Arcore. E se ad Arcore ha spiegato di essere diventata un'habituè per il rapporto di forte affetto che l'ha spinta tra le braccia del Cavaliere, nel Regione guidata da Roberto Formigoni la sexy (ex) igienista ha raccontato:

Il presidente (Berlusconi, ndr) mi disse che don Verzè, l'allora rettore del San Raffaele, avrebbe avuto piacere di avere un esponente del suo istituto all'interno del consiglio regionale lombardo

A dimostrazione di quanto quel potere forte rappresentato dall'istituto ospedaliero-cattolico fosse considerato all'interno del mondo 'Comunione e liberazione' tanto caro a Formigoni e al Pdl lombardo.

Per lei fu "un'occasione importante": il riferimento è alla preparazione delle liste per le elezioni regionali. Minetti, imputata per induzione alla prostituzione, spiega di aver parlato all'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi del "desiderio di cimentarmi i politica" e che "era chiaro, avendo noi due una relazione, che egli sarebbe stato felice di aiutarmi".

Quindi, l'ammissione: "Sono entrata in politica con un ruolo di responsabilità per cui non ero pronta". Tuttavia, afferma: "Nemmeno questo giustifica l'odio verso di me, non sono stata l'unica ad avere un posto nel listino bloccato".

"Ogni mia pubblica apparizione, la partecipazione alle sedute del consiglio regionale o più semplicemente la mia presenza alle udienze di questo processo - ha aggiunto - è stata occasione scatenante di qualsiasi nefandezza contro di me, tanto che ho deciso con i miei avvocati che non era più il caso di frequentare il processo, se non per lo stretto necessario, come appunto lo è questa occasione, ciò nonostante le attenzioni serbatemi da questo tribunale, che ringrazio''.

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