Lega e M5s si ricompattano contro i No Tav, ma in valle la lotta è viva: "Siamo ancora qui"

"In barba a tutte le mistificazioni e ai tentativi di indebolirci, siamo ancora qui" dicono dal movimento No Tav. Questura e Prefettura "vegliano un’area militarizzata di fatto vuota ed inutile". Ma tutto l'arco politico si schiera "contro i violenti" e il governo di fatto si ricompatta

Foto: Ansa (repertorio)

E' terminata con una ventina di persone identificate (saranno con ogni probabilità denunciate) l'ultima protesta No Tav in Valsusa. Due notti fa  il tentativo di forzare una cancellata, il lancio di grossi petardi e razzi di segnalazione nautica contro le forze dell'ordine nei pressi del cantiere di Chiomonte. "Forse pensavano di avere intimidito qualcuno con le denunce a mezzo stampa, ma un grande falò ha indicato il cammino e dei fuochi sono caduti sul cantiere. Non molleremo mai" fanno sapere gli attivisti No Tav a commento della dimostrazione. Alla manifestazione hanno preso parte poche centinaia di persone. Ma come stanno davvero le cose sul fronte Tav?

Lega e Movimento 5 stelle contro i No Tav

"Chi attacca la polizia e il cantiere della Tav in Valsusa attacca tutta l'Italia: le divise sono il simbolo di chi difende la sicurezza dei cittadini perbene,l'alta Velocità è l'emblema di un paese che vuole andare avanti e non indietro". Lo dice il ministro dell'Interno Matteo Salvini dopo l'azione No Tav a Chiomonte. "Nessuna tolleranza per i criminali - aggiunge - mi aspetto condanne inequivocabili da tutti gli schieramenti politici. Basta ambiguità: ora controlli a tappeto, arresti e accelerazione dei lavori".

"Da sempre condanniamo ogni forma di violenza e continueremo a farlo. Ognuno è libero di esprimere la propria idea ma senza usare violenza. Serve sempre massimo rispetto per le forze dell'ordine.". Lo scrive in un tweet il capogruppo M5S Francesco D'Uva esprimendo, si sottolinea nel movimento, la posizione ufficiale Pentastellata sugli scontri di Chiomonte. Secondo il quotidiano la Stampa "gli scontri violenti in Valsusa vengono da una parte condannati fermamente dai vertici del Movimento, ma dall’altra vengono visti da quegli stessi vertici come l’ultima occasione utile per tagliare definitivamente i ponti con il movimento No Tav. L’ultima possibilità per abbandonare il campo di una battaglia già persa".

Anche il Pd esprime "solidarieta e vicinanza alle forze dell'ordine aggredite dagli estremisti No Tav''. Lo dichiara Piero Fassino, deputato del Partito democratico. ''L'assalto al cantiere di Chiomonte è la riprova che il movimemto No Tav non ha argomenti per giustificare il suo rifiuto di una infrastruttura strategica per il Paese. La violenza è l'arma della disperazione. Ragione di più per accantonare ogni inutile dilazione e far procedere la realizzazione dell'opera", conclude.

Il sì alla Tav - distinguo in "politichese" a parte - non sembra più in discussione. Il movimento No Tav, dal sito notav.info, assicura che la lotta contro l'alta velocità in Val di Susa non si ferma: "Ne abbiamo visti tanti in questi anni, premier, ministri, presidenti, segretari di partito, politici in cerca di notorietà, passare senza lasciare un segno particolare e percorrere sempre il solito solco, quello determinato da chi vede nelle grandi opere un bancomat inesauribile di denaro, alla faccia dei territori distrutti per sempre e dello spreco di risorse sottratte a scuola, sanità, ricerca, welfare. Non sempre la verità sta in mezzo, in questo caso infatti sta tra chi questa terra la vive tutti i giorni, con le proprie famiglie e le proprie speranze condivise coi tanti No Tav di tutto il paese, tra chi ha resistito a uno degli attacchi più forti che lo stato italiano ha rivolto ad una popolazione sul suo territorio negli ultimi decenni".

No Tav: "Cantiere fantasma, non molleremo mai"

"In barba a tutte le mistificazioni e ai tentativi di indebolirci, siamo ancora qui, con un movimento intergenerazionale che in questi giorni ha accolto centinaia di studenti orgogliosi di sventolare la nostra bandiera e che il 25 luglio inaugurerà il Festival ad Alta Felicità dove saranno decine di migliaia le persone ad arrivare, dal nord al sud Italia. [...] Abbiamo continuato a camminare schiena dritta e testa alta per quei sentieri amici della lotta, in un territorio militarizzato con un sito strategico nazionale dove le ordinanze prefettizie allargano ogni volta “la zona rossa”, come se questo bastasse a far desistere qualcuno. E’ tutta carta straccia, lo sono le ordinanze, le denunce, i fogli di via, le misure di prevenzione perché noi, e questa verità è incisa su ogni pietra della Valsusa, non molleremo mai".

Poi l'affondo. "Salvini afferma che bisogna accelerare i lavori, ma la verità è che dal febbraio 2017, ossia da quando è stato concluso il tunnel esplorativo, lo scopo del cantiere della Maddalena si è esaurito con il termine dello scavo. La sua funzione successiva, quella del tunnel di base, non è stata mai avviata. Quando parliamo di un cantiere vuoto intendiamo proprio questo, un buco mangiasoldi ed atto ostile nei confronti della valle dove gli unici a guadagnarci qualcosa sono i poliziotti che vi giocano a carte al suo interno e quelle piccole ditte impegnate nelle opere di mantenimento, affinché la natura non lo mangi e gli impianti di illuminazione e sicurezza continuino a funzionare. Oggi Questura e Prefettura vegliano un’area militarizzata di fatto vuota ed inutile, come l’opera che vorrebbero imporre con la forza".

"Dobbiamo anche sentire queste balle sugli incendi provocati dai No Tav (?!?!) in un territorio che solo l’estate scorsa è stato messo in ginocchio da uno dei più grandi incendi nell’arco alpino della storia, ignorato dai media, dovuto alla mancanza di messa in sicurezza del territorio come corollario inevitabile di una scelta scellerata nell’uso delle risorse pubbliche, che ha le sue priorità in faraoniche opere inutili invece che nella preservazione della risorsa più importante che abbiamo, l’habitat in cui viviamo e i suoi abitanti. Ad ogni attacco che riceviamo rafforziamo unicamente la consapevolezza di essere dalla parte della ragione e rinnoviamo la nostra determinazione a cacciare tutti questi opportunisti dalla nostra valle. C’eravamo, ci siamo e ci saremo sempre!". Non parole di un movimento "rassegnato", poco ma sicuro.

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