rotate-mobile
Lunedì, 22 Aprile 2024
Allerta terrorismo / L'Aquila

Tre palestinesi arrestati in Italia: progettavano attentati terroristici

I tre appartengono ad una struttura denominata "Gruppo di risposta rapida", riconosciuta come organizzazione terroristica dall'Unione Europea

Tre cittadini palestinesi residenti a l'Aquila sono stati arrestati con l'accusa di associazione con finalità di terrorismo ed eversione dell'ordine democratico. Secondo il gip i tre progettavano un attentato in Cisgiordania a nome del "Gruppo di risposta rapida - Brigate Tulkarem", cui fanno riferimento. La struttura rappresenta un'articolazione delle "Brigate dei Martiri di Al-Aqsa" riconosciuta dall'Unione Europea come organizzazione terroristica. 

Il piano intercettato

I tre progettavano un attentato nell'insediamento israeliano di Avnei Hefetz, in Cisgiordania tramite l'utilizzo di un'autobomba. "Si tratta di un'unità suicida, pronta ad agire in profondità e la nostra azione sarà prossima", si ascolta in una conversazione risalente al 9 gennaio scorso intercettata dalla polizia.

Gli arresti sono stati messi a segno dalla Digos con il supporto del Servizio per il contrasto all'estremismo e al terrorismo internazionale della Direzione centrale della polizia di prevenzione, eseguendo un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip distrettuale dell'Aquila, su richiesta della Dda, in coordinamento con la procura nazionale antimafia e antiterrorismo. Secondo l'accusa, i tre facevano opera di proselitismo e propaganda per l'associazione e pianificavano attentati, anche suicidari, contro obiettivi civili e militari all'estero.

Ramadan di guerra, tregua lontana tra Israele e Hamas (today.it)

Israele ha avviato una richiesta di estradizione, la cui procedura è attualmente in corso. 

Uno dei tre era già detenuto a Terni

Uno dei tre palestinesi arrestati, Anan Yaeesh a l'Aquila dal 2017, è già detenuto a Terni dopo essere stato arrestato il 27 gennaio scorso su richiesta delle autorità israeliane, che ne chiedono l'estradizione, accusatodi avere finanziato un gruppo armato. Per i legali, che hanno depositato un'istanza per chiedere la revoca della misura cautelare di Yaeesh, l'estradizione comporterebbe il "rischio concreto ed effettivo che Yaeesh, venga sottoposto a trattamenti inumani e degradanti" compresa "la tortura".

Associazioni e movimenti spontanei, riuniti sotto la sigla "Coordinamento aquilano per la Palestina", hanno indetto un sit-in di solidarietà per Yaeesh.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Tre palestinesi arrestati in Italia: progettavano attentati terroristici

Today è in caricamento