Sabato, 5 Dicembre 2020
Como

Rosa e Olindo, ora è davvero finita

Respinta dalla Cassazione la richiesta della difesa dei coniugi Bazzi e Romano, condannati all'ergastolo per la strage di Erba, di poter analizzare alcuni reperti trovati sul luogo degli omicidi. Ma i legali non si arrendono: "Ora attendiamo il deposito delle motivazioni"

Rosa e Olindo prima di essere arrestati (foto: Ansa)

Ora forse è davvero finita, a 14 anni da quel giorno di sangue. È stata respinta dalla Cassazione la richiesta della difesa di Olindo Romano e Rosa Bazzi, i coniugi condannati all'ergastolo per la strage di Erba dell'11 dicembre 2006, di poter analizzare reperti trovati sul luogo degli omicidi e che non erano stati presi in considerazione nelle indagini in quanto ritenuti ininfluenti per l'esito delle indagini.  Già la Corte di Assise di Como lo scorso febbraio aveva respinto la richiesta avanzata dai difensori dei due imputati accusati dell'efferato omicidio di Raffaella Castagna e del suo bambino Youssef di quattro anni, della madre Paola Galli - nonna materna del piccolo - e della vicina Valeria Cherubini. Una quinta persona rimase gravemente ferita. 

Rosa e Olindo: respinto l'ultimo ricorso alla Cassazione

Nel dettaglio i nuovi esami chiesti dalla difesa riguardano campioni biologici, un vecchio cellulare Motorola, e l'accesso ai server della procura per analizzare le registrazioni delle intercettazioni ambientali compiute subito dopo la strage. Al centro di tutta la vicenda  c'era l'esame di pochi reperti trovati nell'appartamento di via Diaz. In più sentenze del 2018, la Corte di Cassazione aveva anche prima di oggi ripetutamente rigettato la richiesta di procedere all'esame dei reperti mai analizzati, non ravvisando a tal proposito alcuna utilità. Ad esempio, una delle fantomatiche nuove prove sarebbe ad esempio un cellulare Motorola tutt'altro che misterioso e di cui già era nota l'appartenenza, ovvero alla povera Raffaella Castagna.

La difesa aveva infatti impugnato davanti ai giudici la pronuncia con cui la Corte d'assise di Como, a febbraio, aveva respinto la richiesta di nuove analisi: la Cassazione, in passato, si era già espressa due volte, anche in maniera difforme, sulla questione, con la quale i difensori dei coniugi Romano puntano a trovare elementi su cui basare un'istanza di revisione del processo. "Ora attendiamo il deposito delle motivazioni della Corte - dice all'AGI l'avvocato Fabio Schembri - per vedere se in quelle i giudici indicheranno comunque una possibile soluzione per analizzare questi reperti. Noi vorremmo sapere una volta per tutte su quali 'armi' possiamo contare per chiedere la revisione a cui stiamo lavorando". In passato gli avvocati di Bazzi e Romano avevano presentato un ricorso anche alla Corte Europea. Il ricorso fu dichiarato non ammissibile per assoluto difetto di giurisdizione.

Rosa Bazzi e Olindo Romano sono stati condannati all'ergastolo

Rosa e Olindo sono stati condannati all'ergastolo e le prove sono sempre state considerate solide, granitiche: la confessione firmata da entrambi, il video realizzato dall'allora consulente della difesa, il criminologo Massimo Picozzi, dove Olindo confessa lasciandosi andare a commenti shock. "Quando ho ucciso non ho provato né piacere né disgusto. Era una cosa naturale, come ammazzare un coniglio. Non mi dispiace per niente".

Non è tutto. La traccia di sangue di Valeria Cherubini, mista a sangue maschile, nell'auto di proprietà della famiglia Romano-Bazzi. Infine la testimonianza di Mario Frigerio, unico sopravvissuto alla strage e deceduto nel 2014. "Vidi Olindo, mi fissò che degli occhi da assassino, non dimenticherò mai il suo sguardo, era una belva". Frigerio riuscì a salvarsi perché creduto morto dagli assalitori; si scoprirà in seguito che Frigerio aveva una malformazione congenita alla carotide che gli permise di non morire quel drammatico giorno di 14 anni fa. 

Olindo Romano e Rosa Bazzi stanno scontando la loro pena in carcere a Milano: lui nel penitenziario di Opera, sua moglie in quello di Bollate. Rosa e Olindo vennero fermati il giorno 8 gennaio 2007 e arrestati, dopo un lungo interrogatorio, il giorno seguente. I due coniugi vennero descritti come due persone molto chiuse ed isolate, morbosamente attaccati l'uno all'altra. Nel 2006 i due avevano interrotto ormai da anni qualsiasi rapporto persino con i più stretti familiari.

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