Venerdì, 18 Giugno 2021
Ma il corpo non si trova

Saman Abbas uccisa in 13 minuti. Il video e la testimonianza del fratello: "Lo zio l'ha strangolata"

Nel filmato la ragazza appare per l'ultima volta con uno zaino in spalla. I genitori la seguono. Ma per la procura l'omicidio è stato commesso da Danish Hasnain. Che sapeva delle telecamere e per questo non si è fatto inquadrare

Saman Abbas è stata uccisa all'interno di uno spazio temporale di 13 minuti. Ovvero dalle 00.09 del primo maggio alle 00.22. In questo intervallo di tempo le telecamere la inquadrano mentre lei esce di casa con uno zainetto in spalla, seguita dai genitori. E poi il padre torna a casa da solo. Senza di lei. Che da quel momento sparisce per sempre. 

Saman Abbas uccisa in 13 minuti

Prima di questo arco temporale era partito l'ultimo messaggio al fidanzato, alle 23.30 del 30 aprile con un telefono utilizzato di nascosto. Poi la lite con i genitori, la fuga tentata e l'intervento dello zio Danish Hasnain attualmente ricercato. Ma per unire i puntini bisogna utilizzare il racconto del fratello di Saman agli investigatori. riportato oggi dal Corriere della Sera: "Mio zio Danish ha ucciso Saman. Ho paura di lui, perché mi ha detto che se io avessi rivelato ai carabinieri quanto successo, mi avrebbe ammazzato. Ho pensato anche di ucciderlo mentre dormiva, visto ciò che ha fatto. Ma poi ho pensato che sarei finito in prigione. Ed era meglio che intervenissero i carabinieri". 

Il minore ora si trova in un centro protetto e racconta della lite furibonda di Saman con i genitori, la richiesta dei documenti da parte della ragazza e il rifiuto. Poi compare lo zio: "È arrivato da dietro le telecamere - racconta il fratello di Saman - perché lui sapeva dov'erano posizionate". Poi il 16enne lo sente gridare verso i genitori "andate in casa! Ora ci penso io". "Mio padre - continua il ragazzo - è rientrato a casa con lo zaino di Saman, quello di colore avorio che lei aveva sulle spalle quando è uscita. Lo zio ha detto a papà di portarlo in casa e di nasconderlo senza farlo vedere alle telecamere".  

Rientrato a casa il padre, dice ancora il ragazzo, "si è sentito male e ha pianto. Se mio papà avesse detto ai carabinieri quanto avvenuto, lui ci avrebbe uccisi", riferendosi allo zio temuto da tutta la famiglia. Come sia stata uccisa Saman non è ancora chiaro. ''Lo zio a me non l'ha detto -prosegue il sedicenne -, non l'ha detto nemmeno quando è arrivato a casa. Se lo avesse fatto mio padre si sarebbe tolto la vita. Secondo me l'ha ammazzata strangolandola, perché quando è entrato non aveva nulla in mano". Alla domanda del ragazzo su dove fosse il corpo di Saman "perché avrei voluto abbracciarla un'ultima volta", lo zio avrebbe risposto "non te lo posso dire". "Lui aveva pensato a tutto, approfittando del fatto che mia zia non sta bene e c'era da andare a trovarla", racconta ancora il 16enne aggiungendo quello che la madre gli avrebbe scritto in un messaggio: "se ti chiedono qualcosa tu devi dire che Saman è partita".

"Secondo me l'ha strangolata"

Secondo il gip di Reggio Emilia Luca Ramponi non è stato un delitto d'impeto ma un omicidio premeditato: "È certo che avessero programmato anche di ucciderla per punirla dell’allontanamento dai precetti dell’Islam e per la ribellione alla volontà familiare, nonché per le continue fughe di casa». Rivolgendosi allo zio, sapevano che era un violento e hanno "accettato il rischio che la uccidesse". Saman è morta "in ragione di convinzioni etiche e religiose". Il padre Shabbar le aveva impedito di andare alle superiori: "spesso la chiudeva fuori casa obbligandola a dormire sul marciapiede" e, "voleva costringerla tornare in Pakistan per sposare un cugino". 

Un altro indizio della premeditazione è che gli Abbas avevano già comprato il 26 aprile  i biglietti del volo con cui, il primo maggio sono rientrati in Pakistan. Lo zio è fuggito pochi giorni dopo, raggiungendo il confine con i cugini e il fratello della ragazza. I quattro sono stati controllati il 10 maggio nell’Imperiese. Il ragazzo è stato fermato e affidato a una comunità. Gli altri tre hanno proseguito verso la Francia. Ijaz è stato poi fermato dalla polizia francese su un autobus tra Parigi e Barcellona. Gli altri due sono ricercati in tutta Europa. Ma non si trovano. Così come il corpo di Saman. L'ultimo mistero di una storia che ne ha ancora troppi.

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