Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca

Tav, terminato il primo tratto del tunnel di base: spicca l'assenza del governo italiano

All'interno di grotta alta come un palazzo di otto piani la fresa 'Federica' ha compiuto l'ultimo tratto del suo viaggio cominciato tre anni fa. Il ministro De Micheli assente

È stato un lungo applauso ad accompagnare l'abbattimento dell'ultima parete di roccia che segna il completamento dei primi 9 chilometri del tunnel di base della Tav Torino-Lione, il tunnel in cui a partire dal 2030 dovrebbero passare i treni passeggeri e merci in direzione Francia.

All'interno di grotta alta come un palazzo di otto piani la fresa 'Federica' ha compiuto l'ultimo tratto del suo viaggio cominciato tre anni fa: partita da Saint-Martin-la-Porte nell'estate del 2016, la fresa ha scavato la prima parte della galleria sud del tunnel lungo 57,5 chilometri, arrivando ai piedi della discenderia di La Praz.

Oltre ai rappresentati delle istituzioni francesi ed europee, anche i 450 lavoratori coinvolti nella realizzazione dell'infrastruttura che hanno scavato 24 ore su 24, sette giorni su sette.  Il cantiere della Torino-Lione è - ad oggi - al 18% del totale. Dopo questa prima "talpa" arrivata al traguardo altre sette saranno attive a seguito dell'assegnazione delle gare d'appalto per i restanti 4 lotti, le cui procedure sono state avviate nel corso dell'anno. 

"Si è scavato nella parte peggiore dal punto di vista geologico - ha spiegato il dg di Telt, Virano - siamo infatti andati alla ricerca di problemi per risolverli in modo che le imprese che continueranno a lavorare non debbano trovarsi davanti a imprevisti". La fresa 'Federica' è avanzata, infatti, nella sezione geologica più complessa della montagna, caratterizzata dalla presenza di carbone e acqua. Il tunnel tuttavia è stato realizzato nei tempi e nel rispetto del budget.

Tav, alla cerimonia spicca l'assenza del governo italiano

Non sono mancate le polemiche per l'assenza del neo ministro alle infrastrutture De Micheli. "L'assenza del Governo è grave perché ci dice che questo Governo non vuole scontrarsi sulle grandi opere" accusa Mino Giachino fondatore del Comitato 'SiTav, SiLavoro'. "Senza le nostre manifestazioni SiTav e lo schierarsi deciso della Lega non avremmo mai avuto il voto del Senato", aggiunge sottolineando che "con atteggiamenti come quello di oggi la Tav non andrebbe avanti e così la Gronda di Genova".

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