Lunedì, 21 Giugno 2021
Caso Yara

Yara, la madre in aula davanti a Bossetti: "Quel giorno era contenta, aveva preso bei voti"

Durante l'audizione Maura Panarese ha cercato di incrociare lo sguardo del presunto assassino di sua figlia scomparsa: "E' uscita alle 17.20 per andare in palestra. Era contenta". Dall'altra parte dell'aula Bossetti è apparso tranquillo

Il 26 novembre 2010 "era il giorno del pagellino e Yara era contenta: aveva preso voti bellissimi".

Così Maura Panarese, madre di Yara Gambirasio, ha ripercorso nell'aula del processo a carico di Massimo Bossetti quel pomeriggio del 26 novembre 2010, quando la figlia scomparve per poi essere ritrovata morta, tre mesi più tardi, nel campo di Chignolo D'Isola.

Ad ascoltarla Massimo Bossetti, presunto assassino della 13enne di Brembate: il carpentiere di Mapello, camicia bianca a mezze maniche, jeans e scarpe nere, durante l'audizione di Maura Panarese ha lasciato la gabbia riservata ai detenuti e si è seduto accanto al suo legale, l'avvocato Claudio Salvagni.

Durante l'audizione Maura Panarese ha cercato di incrociare lo sguardo del presunto assassino di sua figlia scomparsa da quasi cinque anni. Dall'altra parte dell'aula, Bossetti è apparso tranquillo.

"Yara - ha raccontato la madre - è uscita intorno alle 17.20 per andare in palestra. Aveva un paio di leggins neri, la maglietta azzurra della Federazione ginnastica italiana e un paio di All Star nere. Si era fatta la coda di cavallo, aveva un paio di guanti, il cellulare, le chiavi di casa e l'Mp3".

Yara sarebbe dovuta rincasare intorno alle 18.45. La madre, non avendola vista rientrare, alle 19.10 ha provato a chiamarla sul cellulare: "Ha fatto tre o quattro squilli, poi è scattata la segreteria telefonica. Allora ho chiamato la palestra, mi hanno assicurato che Yara era uscita intorno alle 18.30 dicendo che sarebbe tornata a casa. Allora ho fatto un giro in palestra, poi sono tornata a casa e, al ritorno di mio marito, abbiamo chiamato i carabinieri".

Sempre quella sera, ha detto ancora la madre della 13enne di Brembate, "ho chiamato le sue compagne per chiedere loro se fosse successo qualcosa. 'Assolutamente no' mi hanno risposto. Era il giorno del pagellino e Yara era contenta".

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