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Martedì, 31 Gennaio 2023
Caro vita

Mutui, cosa fare quando le rate diventano un incubo

Tassi ai massimi dal 2014, come far fronte al problema: le nuove misure inserite nella legge di bilancio 2023

Rate del mutuo sempre più care per via dell’impennata dei tassi d’interesse, schizzati su livelli che non si vedevano ormai dal lontano 2014. Nel mese di novembre i tassi di interesse comprensivi delle spese accessorie sono cresciuti al 3,55% contro il 3,23% di ottobre, ad un passo dal massimo toccato otto anni fa. La situazione inizia a diventare pesante per molte famiglie, già alle prese con il caro bollette, l’inflazione e i salari troppo bassi. Cosa fare se non si riesce a pagare la rata del mutuo? Ecco qui una serie di soluzioni per far fronte al problema: si va dalle misure inserite in Manovra 2023 alla surroga.

Mutui a tasso variabile, le rate potrebbero aumentare del 60%

Mutui, tassi ai massimi da otto anni

La strategia della Bce per frenare l’inflazione è chiara: alzare i tassi d’interesse finché l’emergenza prezzi non verrà archiviata. E così il costo del denaro (e delle rate del mutuo) continua a lievitare e con molta probabilità continuerà a farlo anche nel 2023, nonostante le rimostranze del governo Meloni. Le previsioni sono per un rialzo dei tassi al 3% (altri 50 punti base) entro la metà del 2023, mossa che farebbe lievitare le rate mensili di un mutuo a tasso variabile medio a 718 euro dai 456 euro di gennaio 2022 (stime Facile.it).

Secondo le statistiche della Banca d'Italia a novembre 2022 i tassi di interesse comprensivi delle spese accessorie (Tasso annuale effettivo globale, Taeg) sono cresciuti al 3,55% contro il 3,23% di ottobre. Un bel salto che porta i tassi ai massimi degli ultimi otto anni, ovvero ad un passo dal 3,5548% di settembre 2014. Non va meglio per i prestiti al consumo, con i tassi passati al 9,25% dall’8,93% del mese precedente. In aumento anche i tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie, al 2,94% dal 2,54% del mese precedente.

Il rialzo dei tassi rallenta la richiesta di prestiti sia da parte delle famiglie che delle imprese. A novembre i prestiti alle famiglie sono aumentati del 3,8% sui dodici mesi rispetto al +4% del mese precedente; quelli alle società non finanziarie del 2,8% dal +3,1% di ottobre.

Mutui, dal tasso variabile al fisso: come cambiare a costo zero

Rata del mutuo troppo alta: le soluzioni

Chi non riesce più a far fronte al pagamento del mutuo, per via di questi repentini aumenti delle rate, può rinegoziare il mutuo con la propria banca passando dal tasso variabile a quello fisso senza costi aggiuntivi. Grazie ad una misura inserita nella legge di bilancio 2023, infatti, chi ha un reddito Isee sotto i 35mila euro e un finanziamento inferiore ai 200mila euro può usufruire di questa agevolazione, pensata proprio per aiutare le famiglie in difficoltà.

Oltre alla rinegoziazione del mutuo si può valutare la surroga, ovvero il passaggio del finanziamento da una banca all’altra per ottenere condizioni più favorevoli rispetto a quelle stipulate inizialmente, il tutto senza particolari oneri da sostenere. C’è poi l’opzione tasso variabile con cap, ossia la possibilità di stabilire una rata fissa per tutta la durata del finanziamento, allungandone all’occorrenza la durata.

Cosa puoi fare se la rata del mutuo diventa troppo cara

Mutui a tasso fisso, cosa cambia

Tutte queste opzioni possono essere valutate da chi ha già contratto un mutuo a tasso variabile, visto che chi ha scelto il tasso fisso non noterà nessuna variazione nella rata mensile da pagare. Il rialzo dei tassi d’interesse, infatti, va ad incidere sui mutui a tasso fisso solo per coloro che decidono di contrarre un mutuo oggi, visto che il tasso fisso offerto dalle banche sarà notevolmente più alto rispetto a quello offerto un anno fa. Ad esempio, per un mutuo a tasso fisso da 126 mila euro in 25 anni per un immobile da 180mila euro, i tassi di interesse partono da 3,26% (con una rata iniziale di circa 614 euro); 12 mesi fa, invece, le migliori offerte partivano da 1,05% (con una rata iniziale di circa 477 euro). Si parla di 137 euro in più a rata, cifra che moltiplicata per i 25 anni del prestito ammonta a oltre 41mila euro.

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