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Lunedì, 6 Dicembre 2021
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Cosa cambia nel 2022 per chi paga in contanti

Dal 1° gennaio non saranno più consentiti pagamenti cash per somme pari  o superiori a 1.000  euro. Intanto il M5s torna a chiedere la proroga del cashback

Contanti, si cambia ancora. Salvo eventuali (e sempre possibili) ripensamenti la soglia per i pagamenti cash scenderà a 1.000 euro a partire dal 1° gennaio 2022. A stabilirlo è la legge n. 124 del 26 ottobre 2019 che a sua volta modifica un decreto legislativo del 2007 che introduceva appunto nuove limitazioni all'uso del contante.

Per farla breve, e senza indugiare nel burocratese, a partire dal 1° gennaio ci sarà una nuova stretta sui pagamenti in denaro che non saranno più consentiti per somme complessivamente pari  o superiori a 1.000  euro. Per chi trasgredisce la sanzione minima sarà di mille euro, la metà di quella in vigore fino al 31 dicembre di quest'anno. Ma le multe possono arrivare fino a 50mila euro, e tali restano, ovviamente modulate in base alla gravità della violazione.

La nuova soglia sui pagamenti in contanti

Insomma, il piano cashless per incentivare i pagamenti tracciabili va avanti. Ma c'è un'importante precisazione da fare. Nulla cambierà infatti per quanto riguarda prelievi e versamenti in banca. In questo infatti non si tratta di trasferimenti di denaro tra due soggetti diversi ma di movimenti che interessano una sola persona. E dunque, per fare un esempio, si potrà andare in banca e ritirare 1.500 o 2.000 euro senza incorrere in nessuna sanzione. Ciò che non si potrà fare è utilizzare tutti questi soldi insieme per un solo pagamento. Lo stesso vale per i versamenti sul proprio contocorrente.

Altro aspetto da chiarire riguarda i "pagamenti misti". Si potrà tranquillamente fare un acquisto e 1.800 euro e pagarlo per metà con la carta e l'altra metà in contanti. L'importante è non arrivare alla soglia dei 1.000 euro cash. 

Il cashback ancora in stand-by

Certo, alla data fatidica mancano ancora due mesi. E nel frattempo l'esecutivo potrebbe ripensarci, anche se al momento non si vedono alzate di scudi da parte dei partiti.

Va invece registrata la presa di posizione del leader del M5s, Giuseppe Conte, sul tema del cashback, altro strumento nato per incentivare i pagamenti tracciabili ma messo in stand by dal governo Draghi. 

Per l'ex premier il cashback è una misura "che può essere rivista ma è essenziale per contrastare l'evasione e incrementare i pagamenti digitali e quindi i consumi a beneficio dei negozi delle nostre città". E a riprova di ciò cita i dati del Politecnico di Milano secondo cui nei primi sei mesi dell'anno è stato "registrato un più 41% di pagamenti digitali".

Ma se abbassare la soglia dei pagamenti in contanti è una misura a costo zero, il cashback un suo costo ce l'ha. E non è proprio irrisorio tant'è che per il 2021 e 2022 era stato previsto uno stanziamento di 4,7 miliardi. Anche sull'efficacia della misura ci sarebbe da discutere: se è vero che i pagamenti digitali sono aumentati, al momento non è chiaro il reale impatto della misura sui consumi o sul contrasto all'evasione. Insomma, non è affatto detto che i benefici siano superiori ai costi. Ma se ne riparlerà. 
 

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