Sabato, 23 Ottobre 2021

Luna Park, la serie tv italiana di Netflix merita davvero di essere vista?

Luna Park, la nuova serie tv italiana originale Netflix, è uscita il 30 settembre e sta pian piano scalando la classifica dei titoli più visti del momento sulla piattaforma di streaming.

Se avete una mezza intenzione di guardare i sei episodi di Luna Park, forse è meglio arrivarci preparati: ecco quindi la nostra recensione della serie tv, che comprende trama, trailer, spiegazione del finale e il nostro (sindacabilissimo) voto. Primo avviso: al fondo di questo articolo ci sono spoiler per chi ancora non l'ha vista e ipotesi sul futuro della serie, ma per ora potete continuare a leggere senza problemi.

Luna Park Netflix

Luna Park, di cosa parla la serie Netflix

Siamo a Roma, nel 1962. Rosa Gabrielli (Lia Grieco) è una ragazza dell'alta società, che va a fare un giro al luna park con il fidanzato Matteo Baldi (Edoardo Coen) e i rispettivi fratelli Gigi (Guglielmo Poggi) e Simone (Alessio Lapice).

Tra una giostra e l'altra Rosa si fa convincere a farsi leggere i tarocchi da Nora (Simona Tabasco). Rosa vuole sapere se sua sorella gemella Adele, scomparsa quando le bimbe avevano un anno e mezzo, è ancora viva.

Nora capisce quasi subito che Adele è lei, che ha sempre creduto di essere la figlia dei giostrai Antonio Marini (Tommaso Ragno) e di Stella (Ludovica Martino), quest'ultima morta ormai da diversi anni. Ma la nonna Miranda (Milvia Marigliano) le racconterà tutta la verità.

Oltre che al luna park, la serie è ambientata anche a Cinecittà, dove Gigi fa un provino che gli chiude le porte del cinema ma gli apre quelle della televisione. E tra un provino e l'altro, Gigi conosce anche Sandro Ralli (Giulio Corso), l'attore più popolare del momento. 

La storia di Luna Park è quindi quella di questi giovani e delle loro famiglie, in particolare i Gabrielli (Paolo Calabresi e Silvia Sacchi) - palazzinari, nostalgici del fascismo - e i Baldi (Michele Bevilacqua e Lorenza Indovina), che invece sono degli intellettuali comunisti.

Queste due famiglie agli antipodi, e quella ancor più distante di Nora, intrecciano il loro passato e il loro presente (ma anche il futuro), scoprendo di essere più vicine di quanto credono.

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Luna Park, la recensione senza spoiler

O meglio, quasi senza spoiler, visto che abbiamo rivelato che Nora e Rosa sono sorelle gemelle. Ma è una cosa che si capisce praticamente subito, e che giusto per fugare ogni dubbio viene rivelato poco dopo. 

Ecco, senza rivelare altri dettagli si può dire che i difetti di Luna Park stanno tutti o quasi in questo segreto-non-segreto. Nel senso che questa cosa della sorella scomparsa da vent'anni che si rivela agli spettatori dopo una cartomanzia lascia un po' sbigottiti: "ma che si fa così?" viene da chiedersi, dopo la frettolosa rivelazione, che forse avrebbe meritato più tempo per svelarsi.

E non è il solo colpo di scena "buttato lì", come approfondiremo più avanti. Ma non è neanche questo l'unico difetto di Luna Park, una serie tv che fa l'effetto di quando il vostro amico timido e impacciato racconta male una storia che avrebbe meritato di più.

Dialoghi spesso tra il banale e lo stucchevole, trama che procede a strattoni e senza essere pienamente convincente nelle sue svolte, recitazione non all'altezza delle aspettative... Insomma, più che una serie Netflix, Luna Park sembra una fiction tv di qualche anno fa, prima che il livello medio delle produzioni si equilibrasse verso l'alto. 

Ed è un vero peccato, perché dal soggetto che sta dietro a questa serie si sarebbe potuto costruire un prodotto meno superficiale e decisamente più intenso. In ogni caso, prima di entrare più nei dettagli, ecco il trailer di Luna Park

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La recensione di Luna Park con spoiler

Se siete arrivati fin qui è perché avete visto tutta la serie e cercate un confronto, o forse un conforto. Sì perché, bisogna dirlo, di momenti sconfortanti in Luna Park ce ne sono parecchi, a dispetto di una storia che aveva tutto il potenziale per essere narrata meglio.

Dal racconto della nonna a Nora - in cui non si capisce perché ci vengono mostrate cose che la nonna non può sapere - all'evoluzione di Ettore - che prima sgrida il fratello quando mente e poi diventa un imbroglione senza alcuna spiegazione. E poi ancora, in ordine sparso, la scarsa credibilità di Sandro Ralli, la storia della camera oscura della Gazzetta d'Italia (con Simone che prima desiste per il no del direttore e poi come niente fosse ottiene il via libera dal fratello), le relazioni tra i personaggi che sembrano scontate come in un film di serie B, per non parlare degli aspetti storici che lasciano parecchi dubbi.

Un vero peccato, perché le intenzioni erano buone: c'era qualcosa che ci riporta al Giardino dei Finzi-Contini di Vittorio De Sica, c'è il classico confronto tra famiglie di diversa estrazione sociale, e c'è un cast fatto di ragazzi talentuosi e bellissimi (e ovviamente c'è il mitico Paolo Calabresi). 

Eppure, Luna Park non decolla mai. Racconta cose importantissime come se fossero di poco conto, come se non fossero il punto principale della storia, ma la serie arriva al finale senza mai raggiungere il pathos a cui puntava la sceneggiatura. Lo spettatore è quindi obbligato a dare credito, a lasciar correre una serie di dettagli che non stanno in piedi, per vedere come va a finire la storia di Nora-Adele, per scoprire cosa ne sarà di Ralli smascherato in diretta tv, e in generale per sapere come finiranno le intrecciatissime storie dei personaggi. E, alla fine...

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La spiegazione del finale di Luna Park: ci sarà una stagione 2?

E alla fine non succede praticamente niente. Certo, c'è il momento del riconoscimento tra i due padri di Nora-Adele; c'è la già citata diretta di Musicherò in cui Gigi rivela l'omicidio di Ralli; c'è la nonna che trova il cadavere di Gioia; e nell'ultima scena ci sono i cugini Grotta che come niente decidono di svitare i bulloni della giostra su cui sono Nora e Simone. 

Però, in sostanza, non succede niente: la bellissima coppia urla sulle montagne russe quando si accorge del sabotaggio; l'investigatore privato assunto da Tullio spiega al datore di lavoro che ha capito tutto; Musicherò viene interrotto bruscamente; Antonio è disperato...

Ma, di fatto, nessuna trama, a partire dal ruolo di Alfio nella scomparsa di Adele, si chiude nell'apertissimo finale di stagione. Certo, siamo abituati ai finali aperti, almeno dai tempi della prima stagione di Stranger Things: sono, in pratica, un "ricatto" che gli autori della serie fanno a Netflix o Prime, per convincerli a rinnovare la serie per una nuova stagione. 

Però qui si esagera. Nel caso, non così improbabile, che Luna Park non venga rinnovata, gli spettatori rimarranno con una serie di dubbi tale che verrebbe voglia di citofonare a casa di Isabella Aguilar (la creatrice della serie) per chiederle informazioni sui vari personaggi. 

Ci auguriamo quindi che Netflix dia il via libera per Luna Park 2, se non altro per dare adeguata conclusione a ogni sottotrama. E, magari, per poter dire che la prossima stagione sarà meglio della prima: il potenziale c'è, eccome.

Voto: 5

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