Giovedì, 18 Luglio 2024
Siria / Siria

Assad: "Pronti a consegnare armi chimiche"

"Ma non perchè temiamo la minaccia Usa", ha specificato il dittatore siriano

La Siria ha accettato il piano russo per la messa sotto controllo internazionale delle armi chimiche. "Ma non perchè temiamo la minaccia Usa". Lo ha detto il presidente siriano Bashar al Assad in un'intervista con il canale Russia 24.

La Siria "invierà i documenti necessari alle Nazioni Unite" per la messa sotto controllo internazionale delle armi chimiche nel paese, secondo quanto prevede il piano presentato da Mosca, ha aggiunto il dittatore.

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ERDOGAN

L'unico obiettivo di Damasco nel dossier sul suo arsenale chimico è "guadagnare tempo" per commettere nuovi massacri. Lo ha denunciato il primo ministro turco, Recep Tayyip Erdogan. "Il regime di Assad non ha finora rispettato nessuno dei suoi impegni e ha tradito tutte le sue promesse", ha affermato Erdogan durante un intervento davanti a uomini d'affari a Istanbul, trasmesso dalle emittenti televisive. "E' come uno che avendo guadagnato tempo continua a guadagnare tempo per poter commettere nuovi massacri", ha aggiunto il primo ministro, "Riguardo le armi chimiche, noi non gli crediamo più, non abbiamo fiducia (...) il regime di Damasco continuerà in modo identico i suoi massacri".

INCONTRO KERRY-LAVROV

Non va dispersa "l'opportunità per la pace" in Siria. Lo ha detto il ministro degli Esteri Sergei Lavrov, poco prima di incontrare il collega degli Stati Uniti John Kerry a Ginevra. Lavrov parlava dal Kazakistan. "C'è una possibilità per la pace in Siria e non dobbiamo lasciarcela sfuggire", ha detto durante una visita in Kazakistan, secondo le agenzie di stampa russe. Chiaro il riferimento al piano di pace proposto da Mosca e spinto oggi dallo stesso leader russo Vladimir Putin in un editoriale sul New York Times.

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LA CARNEFICINA INTANTO CONTINUA

Mentre la comunità internazionale si divide alle ricerca di una soluzione pacifica, sul campo di battaglia si continua a morire, e a farne le spese sono sempre più i civili. Stavolta la strage, nella quale sarebbero morte almeno ventidue persone, tra le quali sette donne e quattro bambini, è stata compiuta dai ribelli del Fronte al-Nusra, legati ad Al Qaeda, nell'attacco compiuto contro un villaggio siriano a maggioranza alawita. La denuncia, nella quale si precisa che le vittime non appartenevano ad alcuna fazione, è stata fatta dalla attivisti dell'Osservatorio siriano per i diritti umani.

Guerra in Siria © Tm News / Infophoto

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