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Sabato, 29 Gennaio 2022
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Nigeria, presunto "cessate il fuoco" dei ribelli di Boko Haram

Lo sceicco Abu Mohammed Ibn Abdulazeez, figura che secondo fonti della sicurezza locali è un comandante di Boko Haram, ha invitato i membri della setta a fermare gli attacchi che hanno causato molte centinaia morti in Nigeria dal 2009

Le forze di sicurezza nel nord-est della Nigeria hanno accolto con sollievo martedì scorso una dichiarazione di "cessate il fuoco" pronunciata da un comandante della setta islamista Boko Haram. Ma nessuno vuole né può ancora abbassare la guardia. E' quanto riferisce Reuters Africa.

Lo sceicco Abu Mohammed Ibn Abdulazeez, figura che secondo fonti della sicurezza locali è un comandante di Boko Haram, ha invitato i membri della setta a fermare gli attacchi che hanno causato molte centinaia morti da quando è esplosa nel nord della Nigeria tre anni fa una rivolta che ha l'obiettivo di creare uno Stato islamico. Ancora non è chiaro se Abdulazeez parlasse a nome del leader di Boko Haram Abubakar Shekau. Già a novembre dello scorso annno lo stesso comandante aveva invocato una tregua.

LA ROCCAFORTE DEGLI ISLAMISTI

In una dichiarazione ai giornalisti a Maiduguri, quartier generale della setta, Abdulazeez ha esortato le forze di sicurezza a cambiare anch'essi attegiamento nei confronti delle istanze del nord del paese. "I conflitti vengono risolti attraverso il dialogo, e quindi la dichiarazione di cessate il fuoco dal leader della setta è uno sviluppo positivo", dice il tenente colonnello Sagir Musa, portavoce per le forze di militari e di polizia (JTF) nello stato di Borno. "In ogni caso il JFT rimarrà operativo per continuare a mantenere l'ordine pubblico nella sua zona di responsabilità operativa," ha detto.

I dubbi sull'autorità di Abdulazeez sollevano la questione di possibili spaccature all'interno del movimento armato islamico. Può infatti rappresentare solo una fazione all'interno di Boko Haram, che è sempre, va ricordato, un pericolo e una minaccia per la sicurezza della Nigeria, produttore leader nel settore energetico in Africa. Poche ore fa, ad esempio, uomini armati nello stato di Borno hanno ucciso otto persone in un attacco che aveva tutte le caratteristiche di quelli di Boko Haram, ma che potrebbe anche essere stato uno dei eseguito da uno dei diversi gruppi criminali che traggono vantaggio dalla crescente illegalità nel nord-est della Nigeria.

La tempistica di questo cessate il fuoco (presunto) è vista con curiosità dagli osservatori, a causa del coinvolgimento della Nigeria negli sforzi militari per combattere gli islamisti in Mali, con i quali Boko Haram ha stretto forti legami. Le forze di sicurezza si erano infatti preparate per una violenta reazione di Bok Haram per l'attacco ai "colleghi" maliani.

Un portavoce del governatore dello stato di Borno, Kashim Shettima, ha accolto con favore il cessate il fuoco. "Il governatore ha sempre detto che, se non vogliono impegnarsi in una guerra senza fine, il modo migliore per uscire dalla crisi è il dialogo", ha detto il suo portavoce Isa Umar Gusau. Il presidente Goodluck Jonathan ha fatto riferimento ai legami tra Boko Haram e gli islamisti del Sahara come una ragione per unire gli sforzi da parte degli alleati francesi e delle forze africane che combattono in Mali. Ma i critici sostengono che l'insurrezione in Nigeria sia soprattutto una questione locale, che solo la politica nigeriana è in grado di risolvere.

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