Mercoledì, 4 Agosto 2021
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Brexit, 33mila cittadini Ue hanno lasciato la Gran Bretagna dopo il referendum

Fuga dal Regno Unito dopo il voto del giugno 2016. L'esito del referendum ha contribuito anche a un calo del tasso netto di migrazione

E' il più grande deflusso dal Paese da circa dieci anni a questa parte. Gli ultimi dati pubblicati dall'Ufficio nazionale britannico di statistica lo evidenziano chiaramente: ben 33mila cittadini dell'Unione europea hanno lasciato la Gran Bretagna dopo il referendum sulla Brexit del giugno 2016.

Non solo. L'esito del referendum ha contribuito anche a un calo del tasso netto di migrazione (la differenza tra immigrati ed emigrati) nel Regno Unito, arrivato ai minimi degli ultimi tre anni. La migrazione netta, infatti, è scesa a 246mila unità nel periodo aprile 2016-marzo 2017, 81mila in meno rispetto ai 12 mesi precedenti. Si tratta dei primi dati di questo genere pubblicati dopo le elezioni di giugno.

Oltre la metà del calo - spiega l'Ufficio nazionale britannico di statistica - è dovuta all'aumento del numero di cittadini Ue che hanno abbandonato il Paese: dei 33mila che hanno lasciato il Regno Unito, 17mila provenivano da Paesi entrati nell'Ue nel 2004, come Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia e Slovenia.

"Andatevene o sarete espulsi"

E intanto il Guardian ha segnalato un'incredibile gaffe. Dal ministero dell'Interno britannico è stato spedito per errore un centinaio di lettere in cui si intima ai cittadini Ue residenti nel Regno Unito di andarsene o "sarete espulsi". A far emergere l'errore, l'iniziativa di uno dei destinatari della missiva, l'accademica finlandese Eva Johanna Holmberg, che ha pubblicato la lettera sui social costringendo il dicastero a scusarsi. Non è stato dato il numero di quanti, come la signora Holmberg, abbiano ricevuto il "gentile" invito a fare le valigie. Ma chi si è ritrovato la lettera nella cassetta certamente proviene dalla Ue. Eva Johanna Holmberg, nel Regno Unito da circa un decennio e sposata con un britannico, storica dell'Università di Helsinki ospite della Queen Mary University di Londra, ha raccontato del suo disappunto nel leggere il diktat indirizzatole della autorità: "O lascia spontaneamente il Regno Unito o l'Home Office darà disposizione in merito alla sua espulsione". Un mese di tempo per decidere. Quando il Guardian ha contattato gli Affari Interni per saperne di più, è emerso l'incredibile. "Un limitato numero di lettere è stato inviato per errore - ha spiegato un portavoce -. Stiamo urgentemente indagando sul perché possa essere accaduto". 
 

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