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Lunedì, 20 Maggio 2024
Il caso / Stati Uniti d'America

In carcere per omicidio, detenuta incinta chiede la scarcerazione: "Il feto è innocente"

La vicenda di Natalia Harrell sta facendo molto discutere negli Stati Uniti. La 24enne, accusata di aver ucciso una donna a colpi di pistola, ha presentato attraverso i suoi legali un'istanza per essere rilasciata: "Il piccolo non è accusato di nulla e quindi con pieno diritto alla libertà"

Una donna incinta, detenuta in carcere per omicidio, può chiedere di essere rilasciata in "nome" della libertà del figlio che porta in grembo? Un quesito che sta tenendo banco negli Stati Uniti dopo la richiesta presentata dai legali di Natalia Harrell, una donna di 24 anni della Florida che ha chiesto di essere scarcerata perché "il feto è una persona, non accusato di nulla e quindi con pieno diritto alla libertà". Gli avvocati che rappresentano la donna hanno depositato l'istanza, per conto del nascituro, presso la corte d'appello.

Natalia Harrell era finita in carcere lo scorso luglio, quando era ancora alla sesta settimana di gravidanza, con l'accusa di aver ucciso una donna che si trovava con lei su un taxi, Gladys Yvette Borcela, con l'arma da fuoco che teneva nella borsetta. La donna deve rispondere del reato di omicidio, ma fin dal primo momento si è sempre dichiarata innocente

Secondo l'istanza presentata dai legali, "il nascituro non è accusato di alcun reato dalla procura, quindi sarebbe incarcerato illegalmente. Inoltre, lo Stato della Florida lo avrebbe collocato in un ambiente intrinsecamente pericoloso, vicino a criminali violenti, in una sorta di confinamento draconiano". Gli avvocati hanno anche denunciato le condizioni della 24enne, che non avrebbe ricevuto in carcere le cure necessarie per una donna in dolce attesa.

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