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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
La situazione / Libia

Caos elezioni in Libia: Haftar rischia il carcere dopo la candidatura

La procura militare ha chiesto che vengano eseguiti i mandati di arresto emessi ai suoi danni a partire dal 2019

Solo poche ore fa la sua candidatura era stata accettata dopo la presentazione insieme a decine di uomini di potere. Adesso rischia il carcere. La procura militare libica ha ordinato che venga eseguito il mandato d'arresto nei confronti del generale Khalifa Haftar. Al provvedimento, emesso nel 2019, non era mai stato dato corso ma la presentazione del militare come candidato alle presidenziali in Libia sembra aver cambiato le carte in tavola. A dare la notizia è stata l'emittente al-Ahrar. La candidatura di Haftar era stata anche accettata dall'Alta commissione nazionale per le elezioni in Libia. Il suo coinvolgimento come possibile guida del Paese ha fatto scattare la reazione della procura militare che ha chiesto l'esecuzione dei mandati d'arresto emessi dalla stessa.

Si tratta, in realtà, di più di un provvedimento richiesti per reati commessi tra il 2019 e il 2020. Per candidarsi alle elezioni Haftar aveva anche rinunciato alla guida dell'esercito libico. La legge nel Paese prevede che nessun militare possa candidarsi per la guida del Paese. Alla notizia che la sua candidatura era stata formalmente accettata è arrivata la reazione dell'ufficio del procuratore militare guidato da Mohammed Gharouda. Non si conoscono i dettagli delle accuse mosse all'ex numero uno dell'esercito libico. Le uniche informazioni rilasciate parlano di cinque reati puniti con il carcere fino a cinque anni. Finora questi reati non erano stati perseguiti ma la candidatura sembra aver cambiato tutto aprendo una lotta intestina nel Paese.

Le elezioni in Libia 

Le elezioni si svolgeranno, salvo cambiamenti, il prossimo 24 dicembre. In totale sono state 98 le persone che hanno presentato la loro candidatura all'Alta commissione. Solo due le donne che si sono presentate. Oltre a quella del generale Haftar ci sono anche altre candidature molto forti con personaggi di spicco della vita pubblica del Paese. Si presenteranno, infatti, anche il premier Abdel Hamid Dbeibah e il presidente del parlamento Aqila Saleh. Anche queste due candidature illustri sono state accolte mentre ne è stata respinta un'altra altrettanto “rumorosa”. Si era presentato anche il figlio di Gheddafi, Seif al-Islam. La sua domanda è stata però respinta.

Presentata lo scorso 14 novembre non era arrivata a sorpresa. Era stato lo stesso Gheddafi jr ad annunciarla durante un'intervista al New York Times. Il 49enne è nascosto in una località segreta ed è stato uno dei primi a presentarsi. L'Hnec ha valutato le domande per la candidatura in base a leggi e lettere di referenze inviate da procura, polizia giudiziaria e dipartimento dei passaporti e della nazionalità. Il processo verso le libere elezioni è stato faticosamente guidato dall'Onu e spera di arrivare a compimento nonostante le gravi divisioni interne al Paese.

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