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Martedì, 18 Gennaio 2022
SIRIA / Siria

Siria, Francia e Inghilterra sono pronte ad armare i ribelli

Francois Hollande ieri ha specificato: "Siamo pronti a sostenere i ribelli, non possiamo permettere il massacro di un popolo da parte di un regime che attualmente rifiuta una transizione politica"

Francia e Gran Bretagna hanno posizioni sempre più vicine sulla Siria. Per dare una vera svolta al conflitto Parigi e Londra avrebbero intenzione di armare i ribelli che combattono contro il regime del presidente Assad. Era chiaro che ieri, al summit del l'Unione europea a Bruxelles, avrebbero fatto un tentativo per convincere anche altri Stati a revocare il divieto di vendere armi all'opposizione siriana. Persino la Germania, che fino a oggi ha detto sempre no a un appoggio ai ribelli, si è mostrata più disponibile.

E se l'Europa faciliterà un cambio di passo reale in Siria, la fine del conflitto potrebbe avvicinarsi a grandi passi. Francois Hollande ieri ha specificato: "Siamo pronti a sostenere i ribelli, non possiamo permettere il massacro di un popolo da parte di un regime che attualmente rifiuta una transizione politica".

La vera novità è però un'altra. Se era prevedibile il tentativo di Francia e Gran Bretagna di coinvolgere altri pesi europei nel supporto ai ribelli, meno scontata è parsa la dichiarazione del ministro degli Esteri francese, che ha dichiarando che Parigi e Londra potrebbero agire unilateralmente e decidere di armare i ribelli anche senza il via libera della Ue: "I nostri punti di vista sono identici, come ai tempi dell'intervento in Libia" ha detto Laurent Fabius. Nello specifico, Parigi sarebbe pronta a fornire missili terra-aria all'opposizione.

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David Cameron e il suo ministro degli Esteri William Hague hanno detto: "Siamo pronti a fare le cose a modo nostro" in assenza di un accordo a Bruxelles. La Gran Bretagna ha già detto anche che porrà il veto a un rinnovo dell'embargo Ue sulla vendita di armi, che scade il primo giugno. La Russia è contraria, il ministro degli esteri  Sergei Lavrov sostiene che la "tragedia" del siriana "non può essere risolta armando l'opposizione»". Sarebbe una "palese violazione" delle leggi internazionali.

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Intanto mentre l’Europa discute dell’opportunità di armare i ribelli, il fronte delle opposizioni in Siria è lacerato. Il leader della Coalizione di Doha, Ahmed Moaz al Khatib, è sommerso dalle critiche e potrebbe presentare le proprie dimissioni. Il clima è avvelenato per la mancata nomina di un governo dissidente all’estero, prevista inizialmente per martedì scorso e rinviata invece la prossimo 20 marzo.

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