Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Mondo Siria

“Trump valuta azione militare in Siria dopo l’attacco con armi chimiche ad Idlib”

Una rappresaglia contro il regime del presidente siriano Bashar al-Assad sarebbe sul tavolo di Donald Trump. Lo riferisce la Cnn. Per il presidente degli Stati Uniti è stata oltrepassata la "linea rossa"

WASHINGTON - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta considerando la possibilità di un’azione militare in Siria, come rappresaglia per l’attacco con armi chimiche. Lo ha detto lo stesso presidente a membri del Congresso, stando a quanto riferisce la Cnn. Stando alle stesse fonti il presidente Trump non ha ancora preso una decisione a riguardo ma si sta consultando e l’opzione adesso sarebbe sul tavolo. 

Nel frattempo sono saliti a 86 i morti per l'attacco di martedì nella provincia di Idlib. Lo ha reso noto l'Osservatorio Siriano per i diritti umani, aggiungendo che tra le vittime ci sono 30 bambini e 20 donne

Siria, il bombardamento ad Idilb

"È una vergogna che non ci sia stata una risoluzione del consiglio di sicurezza dell'Onu". Lo ha detto Angela Merkel aggiungendo come vi siano alcuni elementi fanno pensare che l'attacco sia provenuto dal regime di Assad. A riprova anche Israele che avrebbe le prove dei tracciati radar degli aerei da combattimento siriani.

Gli Stati Uniti hanno presentato una bozza di risoluzione al Consiglio di Sicurezza Onu in cui si chiede al governo di Assad di collaborare nell'inchiesta su quanto avvenuto. Mentre il ministero degli Esteri russo ha bollato i resoconti sull'attacco chimico a Idlib, in Siria, come "fake". "Gli Usa hanno presentato una risoluzione al consiglio di sicurezza dell'Onu basandosi su dei rapporti falsi", ha detto la portavoce del ministero citata dalle agenzie. 

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan accusa: "Con le armi chimiche, Assad ha ucciso 150 civili. Allah li vendicherà. Anche noi faremo la nostra parte". Secondo quanto riferito dal ministro della Giustizia turco, Bekir Bozdag, i risultati delle autopsie di tre vittime dell'attacco di martedì, morte dopo il ricovero in Turchia, provano l'uso di armi chimiche nel raid. Agli esami effettuati nella provincia meridionale di Adana, secondo Anadolu, hanno partecipato su invito di Ankara anche esperti dell'Organizzazione mondiale della sanità.

Nel frattempo si allenta il supporto della Russia al presidente siriano. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov che ha aggiunto come Mosca abbia chiesto una esauriente indagine. 

Intanto la guerra in Siria prosegue: è di 18 civili uccisi, tra cui 5 minori e 9 donne, il bilancio di un attacco aereo governativo, con armi convenzionali, nella regione a est di Damasco.  

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