Sabato, 25 Settembre 2021
Integralismo islamico

Anche l'Italia bombarda l'Isis

Dopo le forniture di armi ai curdi e i voli di ricognizione, c'è il via libera ai bombardamenti contro i jihadisti in Iraq. Il nostro Paese non allargherà i raid alla Siria. Il ministero della Difesa: "Decide il Parlamento"

ROMA - Anche l'Italia bombarderà i terroristi dello Stato islamico. Gli aerei italiani in forza alla coalizione anti-Isis "nelle prossime ore" avranno l'incarico di bombardare in Iraq sulla base di nuovi accordi nella coalizione a guida Usa contro il terrorismo.

Secondo quanto riferito dal Corriere della Sera, i velivoli italiani sono stati inviati in una base aerea in Kuwait. Ci sono a disposizione quattro tornado, un aereo-cisterna e alcuni droni Predator non armati.

"La portata della partecipazione italiana cambia ora radicalmente con il via ai bombardamenti. I tornado, configurati inizialmente per la ricognizione e illuminazione degli obiettivi, assumeranno le loro piene caratteristiche di cacciabombardieri e dunque colpiranno direttamente i bersagli individuati in base alle nuove regole di ingaggio. Come fanno peraltro, in Iraq, gli aerei di Paesi ben più piccoli del nostro. Fino a nuovo ordine continueranno invece a non bombardare i tedeschi", si legge nell'articolo di Franco Venturini sul Corsera.

La decisione di bombardare in Iraq, e non in Siria, è legata al fatto che il governo di Baghdad ha chiesto a Roma di intervenire e questo - secondo il Corriere - fornisce una cornice "legale" all'intervento. Le azioni di bombardamento dei caccia italiani in Iraq "sono solo ipotesi da valutare assieme agli alleati e non decisioni prese che, in ogni caso, dovranno passare dal Parlamento". Lo afferma il ministero della Difesa "in merito a indiscrezioni di stampa".

M5S - Contro l'ipotesi dei bombardamenti italiani contro l'Isis si schiera il Movimento 5 Stelle: "In un Paese che si consideri democratico non si può apprendere dalla stampa che l'Italia cambierà le regole di ingaggio in Iraq impiegando i suoi tornado non più come aerei da ricognizione, bensì come dei caccia pronti a svolgere missioni di bombardamento. In queste ore leggiamo che la Difesa ha precisato che si tratta "solo di ipotesi", il che, tuttavia, non costituisce di certo un sollievo. Chiediamo che il ministro Pinotti venga a riferire in aula immediatamente. Quanto emerso in queste ore è di una gravità che purtroppo conosciamo assai bene, già perpetrata in passato, con il Parlamento tenuto sempre all'oscuro di tutto. Noi continueremo a ripeterlo ogni qualvolta si presenterà il rischio di un intervento militare per il nostro Paese: no alle bombe, no a un'altra logorante guerra".

SEL - "Oggi un autorevole quotidiano riporta la notizia che gli aerei italiani in forza alla coalizione anti Isis nelle prossime ore avranno l'incarico di bombardare in Iraq. Decisione presa in accordo col comando Usa. Se fosse vero sarebbe gravissimo. La ministra Pinotti venga a riferire immediatamente in Parlamento". Lo afferma il capogruppo di Sel a Montecitorio,  Arturo Scotto: "La partecipazione italiana ai raid senza un mandato parlamentare non è possibile. La ministra Pinotti non ha il potere di decidere se e dove bombardare, e quali regole d`ingaggio avere".

IL PD "PRECISA" - "Come è noto l'Italia è parte di una coalizione internazionale, è già impegnata con un'azione non attiva in termini di bombardamento. Ci è stata fatta una richiesta in tal senso e naturalmente il governo dovrà valutare questi aspetti e soprattutto preventivamente informare il Parlamento. Allo stato non c'è nessuna decisione di questo tipo". E' quanto dichiara al Gr3 il presidente della commissione Difesa del Senato, Nicola Latorre, in merito al via libera dei bombardamenti italiani contro l'Isis. A chi gli chiede poi se le regole di ingaggio siano cambiate in questo momento, Latorre risponde: "No, non sono cambiate".

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