Mercoledì, 29 Settembre 2021
Norvegia / Norvegia

Norvegia, killer Breivik parla dei contatti con i Cavalieri Templari

L'uomo accusato di aver ucciso 77 persone racconta di una rete di nazionalisti, mentre dal carcere scrive ai suoi numerosi sostenitori

Vuole essere cosiderato un membro di un’organizzazione internazionale. E’ quanto risulta nella terza udienza contro Anders Behring Breivik, il nazionalista  di estrema destra che lo scorso 22 luglio uccise 77 persone nel più grave massacro che abbia colpito la Norvegia dopo la II guerra mondiale. Il 33enne ha dichiarato di far parte dei Cavalieri Templari, una rete internazionale nata a Londra. Non si tratterebbe di una organizzazione convenzionale, ma di un insieme di “cellule indipendenti” che si muovono senza un leader.


La polizia si è sempre mostrata scettica nei confronti di questa teoria, dato che ad oggi non ci sono elementi che provino l’esistenza dell’organizzazione. Anche se Breivik non ha fatto i nomi degli altri membri del movimento, ha comunque riempito il suo racconto di molti dettagli, come riporta la Bbc. Ha detto di aver incontrato un nazionalista serbo, fondatore dell’organizzazione, nel 2001 a Liberia, di aver conosciuto il suo mentore a Londra, e di averlo chiamato ‘Riccardo Cuor di Leone’. Non era certo così altisonante ma aveva comunque una radice storica il nome in codice scelto da Breivik. L’uomo si faceva chiamare Sigurd, come un re norvegese del XII secolo.


Durante il processo l’accusa ha mostrato al giudice alcune parti del manifesto di 1500 pagine diffuso dall’uomo il giorno della strage, nel quale sono racchiuse le teorie nazionaliste e contrarie al multiculturalismo, alla base del gesto dell’uomo. La corte dovrà decidere se Breivik possa essere definito sano di mente. Intanto i sopravvissuti continuano a seguire il processo. “Dal nostro punto di vista lui non viene processato per le sue idee politiche”, ha dichiarato Trond Blattmann, a capo di un gruppo che raccoglie i sopravvissuti del 22 luglio.”Lui viene processato perchè ha ucciso delle persone, i giovani che stavano ad Utoya e i miei colleghi ... ha ucciso 77 persone, ha tentato di ucciderne di più, ha rovinato le nostre vite. Questo è quello che il suo processo rappresenta”.


“Chiunque può fare quello che ho fatto io”, ha dichiarato Breivik alla corte. Come riporta il Norway Post, il gesto dell’uomo lo ha portato ad avere numerosi sostenitori. Da quando la polizia gli ha permesso di poter ricevere la corrispondenza nel gennaio di quest anno, Breivik ha ricevuto le lettere di numerosi fan, provenienti da 20 diversi Paesi.
 

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