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Sabato, 22 Gennaio 2022
Lotta alla variante

Sul lockdown non decide l'Europa

La sfida comune, dice la Commissaria Ue alla Salute Stella Kyriakides, è "aumentare urgentemente i tassi di vaccinazione e di richiamo" ma anche evitare la "frammentazione" quando si tratta delle misure che limitano la libera circolazione fra gli Stati membri

La variante Omicron fa sempre più paura in tutta Europa. Si guarda con preoccupazione alla continua crescita dei contagi e gli Stati membri si muovono per cercare di fermarne la diffusione. Se per il momento le misure di contrasto per cercare di tenere Omicron il più possibile fuori dalle frontiere sono arrivate un po' in ordine sparso, con l'Italia e altri che chiedono ormai il tampone per entrare, sulla prospettiva di possibili nuovi lockdown la scelta è in capo agli stessi Paesi. Lo ha ricordato la Commissaria Ue alla Salute, Stella Kyriakides, in un'intervista al Corriere della Sera. "Ogni Stato membro decide sulla base della propria situazione e delle proprie cifre", per quanto riguarda l'adozione di nuove misure, "ma la nostra sfida comune ora è di aumentare urgentemente i tassi di vaccinazione e di richiamo in tutta l'Ue, per proteggere le persone dagli effetti più gravi del Covid", ha spiegato.

Per quanto riguarda i viaggi, Kyriakides ha ribadito che se è vero che ogni Stato membro decide quali restrizioni adottare, tuttavia "quando si tratta di viaggi, siamo sempre stati chiari sul fatto che per evitare di interrompere la libera circolazione in sicurezza e fornire chiarezza ai cittadini e alle imprese il nostro approccio deve essere basato su prove scientifiche e in stretto coordinamento e comunicazione con gli Stati membri". Obiettivo dichiarato è "evitare la frammentazione che indebolisce la nostra risposta comune alla crisi" ed è per questo che "nelle ultime settimane abbiamo fatto passi concreti, insieme agli Stati membri, per creare un approccio comune alle misure di viaggio all’interno dell’Ue e con i Paesi terzi. Le prossime settimane e mesi saranno molto impegnativi con Omicron".

La vaccinazione è fondamentale, ma ci sono abbastanza dosi per tutti? L'Ue è pronta "a sostenere le esigenze degli Stati membri", ha risposto Kyriakides, tanto che "negli ultimi giorni abbiamo raggiunto accordi sia con BioNTech-Pfizer sia con Moderna per accelerare le consegne nelle prossime settimane per tutti gli Stati Ue", mentre "le consegne del vaccino Novavax inizieranno all`inizio del prossimo anno".

"Circa un terzo degli europei, ovvero circa 150 milioni di persone, non sono state vaccinate, e questo deve cambiare se vogliamo superare questa pandemia", ha concluso la Commissaria.

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